"La morte non mi fa paura". No vax irriducibili anche in intensiva

Lo zoccolo duro dei no vax in Alto Adige: ecco cosa accade in terapia intensiva

"La morte non mi fa paura". No vax irriducibili anche in terapia intensiva

Cosa vuol dire essere irriducibili no vax? Significa negare tutto, anche la soglia della morte in un letto di un ospedale con l'ossigeno attivo per riuscire a respirare. Lo mostra Alessio Lasta nel suo reportage trasmesso a Piazzapulita, in cui un uomo romano ricoverato a Bolzano, nonostante il rischio di aggravamento da un momento all'altro a causa del Covid, continua a negare l'efficacia del vaccino, a negare che sia uno strumento capace di aiutare a ridurre il rischio di contrarre la malattia, di incappare nella malattia grave e, addirittura, di morire.

"Inizialmente mi curavo con l'omeopatia. Sappiamo tutti che questo è un vaccino sperimentale. Inizialmente mi curavo con l'omeopatia. La cosa non mi convince anche perché lo Stato non c'è, ti fanno firmare la liberatoria... A Roma si dice che fanno il frocio col culo degli altri. Ho tre figli, non posso permettermi il lusso, con un mutuo sulle spalle, di prendermi un colpo da vaccino collaterale. La morte non mi dà assolutamente nessuna paura. Non è che voglio morire, ma non ho un rapporto di paura", dice l'uomo, con l'ossigeno nel naso, disteso in posizione prona e con gli occhi chiusi. La sofferenza sul suo viso è palese, eppure, nonostante questo, al microfono di Alessio Lasta non sembra disposto a cedere.

E non ha remore nel dire che anche dopo che uscirà, ben consapevole di quale sia la conseguenza del Covid grave, non si farà vaccinare. Sono state tante le storie raccontate negli ultimi mesi di persone convintamente no vax, che una volta contagiati in modo grave della malattia si sono dette pentite di non aver effettuato la somministrazione vaccinale. Ma al netto di queste persone, che sono la maggior parte, ci sono gli irriducibili come l'uomo mostrato a Piazzapulita.

Alessio Lasta è andato fino a Ortisei per vedere le scuole parentali, sempre più numerose in Alto Adige, dove ci sono circa 600 bambini che non frequentano le scuole pubbliche perché figli di genitori no vax che non riconoscono le regole attualmente in vigore, nemmeno le mascherine. Ai microfoni di Piazzapulita, una laureata in biotecnologie, che pertanto conosce lo sviluppo e l'evoluzione del vaccino, ne rifiuta la somministrazione per una questione etica.

Stando a un rapporto mostrato da Corrado Formigli nel corso della diretta, i no vax come quello mostrato nel reportage, che non sono in alcun modo convincibili, sono in netta minoranza all'interno dell'universo dei non vaccinati, dove quasi 2 milioni di persone sono indecise, bloccate dalla paura di qualcosa che non sono in grado di capire. Queste persone potrebbero essere recuperate per la campagna vaccinale con un'informazione chiara e senza contraddizioni.

Commenti