"Addio a un assassino". Morto Lollo: arse vivi i fratelli Mattei

Achille Lollo, uno dei tre condannati per il rogo di Primavalle, è morto durante la giornata di ieri. Uno dei fratelli Mattei: "Verità scomode nella tomba"

"Addio a un assassino". Morto Lollo: arse vivi i fratelli Mattei

Achille Lollo è deceduto nel corso della giornata di ieri presso l'Ospedale di Bracciano, a Nord di Roma, all'età di settant'anni.

Le voci sulla morte dell'ex militante di Potere Operaio, uno dei tre membri della sinistra estremista che sono stati condannati a 18 anni per il rogo di Primavalle, avevano iniziato a circolare grazie al blog del giornalista e scrittore Ugo Tassinari. Così come riportato dall'Adnkronos.

Il rogo di Primavalle è una delle ferite della storia d'Italia del dopoguerra. Almeno una tra quelle scaturite durante gli Anni di Piombo. Un attentato che ha avuto anche degli strascichi: un militante del Fuan, il movimento universitario riconducibile al Movimento Sociale italiano, venne succiso durante alcuni scontri scaturiti durante la fase processuale che interessava il rogo.

Primavalle è stato un evento polarizzante degli anni 70'. Un episodio che ha contribuito ad inasprire un clima già divisivo di per sé. Certa sinistra, massimalista e non, ha perseguito sull'attentato una linea innocentista. Si è arrivati persino suggerire l'ìpotesi di un incendio appiccato dalla stessa destra romana. Una sorta di autoattentato, insomma, che corrispondeva ad una ricostruzione falsa e strumentale.

Un nucleo composto da Marino Clavo, Manlio Grillo ed Achille Lollo si rese protagonista di un vero e proprio attentato in cui morirono due giovani membri della famiglia Mattei: Virgilio, che all'epoca dei fatti aveva compiuto 22 anni, e Stefano, che di anni ne aveva soltanto 8. Era il 16 aprile 1973. Per quell'eccidio, sono stati condannati tutti e tre gli estremisti di sinistra.

Mario Mattei, il padre dei due ragazzi morti, aveva la grave "colpa" di essere il segretario della locale sezione del Movimento Sociale Italiano, quella di via Giarabub. La tecnica scelta per l'attentato ha fatto discutere per anni: il nucleo piazzò del materiale incendiario al di fuori del portone della dimora dei Mattei. Soprattutto per via della sinistra di sviare dalla realtà dei fatti. In pochissimo tempo, la casa di Mario Mattei venne avvolta dalle fiamme, con le conseguenze che conosciamo, ossia due giovanissimi morti carbonizzati.

La foto simbolo del rogo di Primavalle è quella in cui si riconosce uno dei fratelli Mattei. Un ragazzo che, mentre è affacciato da una delle finestre della dimora familiare, cerca un ausilio che non arriverà. Le due vittime di quell'attentato sono morte, con buone probabilità, cercando reciproco conforto fraterno mediante un abbraccio.

Giampaolo Mattei, uno dei fratelli sopravvisuti al rogo (Mario Mattei aveva sei figli. Quattro dei quali, in modi differenti, sono riusciti a scampare alla morte durante il rogo) ha detto la sua sul decesso di Achille Lollo, parlandone con l'agenzia sopracitata.

Mattei, dopo aver dichiarato che è "inutile" parlare della "morte di un assassino", ha aggiunto di essere tuttavia dispiaciuto: "Si è portato - ha aggiunto, riferendosi ad uno degli autori dell'attentato di Primavalle - molte verità scomode nella tomba".

Achille Lollo era riuscito a scappare dall'Italia, pure per via dei buoni uffici di "Soccorso Rosso". Lollo ha fatto ritorno in patria soltanto dopo il raggiungimento dei tempi previsti per la prescrizione dei reati.

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