Muore dopo tre interventi a un tumore inesistente, giallo a Caserta

Elena Trepiccione è morta per colpa delle complicanze mediche che sarebbero state causate da una malagestione del suo caso. Chiesto il processo per 6 medici

Muore dopo tre interventi a un tumore inesistente, giallo a Caserta

Ha dell'incredibile la storia di malasanità che in questi giorni sta scuotendo la città di Caserta. Elena Trepiccione, di 69 anni, è stata operata per tre volte in dodici giorni a causa di quello che, secondo i medici, era un tumore all'utero. Internata nella clinica "Minera-Santa Maria della salute" di Santa Maria Capua Vetere, la donna ha passato un calvario di 50 giorni tra esami, controlli e un dispendio di denaro non irrilevante, senza arrivare però ad una conclusione. Alla donna viene diagnosticato un tumore all'utero, che poi, a indagini concluse, si rivelerà una semplicissima fibromatosi uterina.

Come riporta La Stampa, i medici della clinica decidono così di effettuarne l'asportazione: a causa di continui dolore all'addome, però, Trepiccione chiede delle analisi più approfondite. E così, i chirurghi scoprono un'occlusione instestinale, provocata da un'ansa dell'intestino bloccata dalla ferita che da poco era stata suturata. Solo dopo tre giorni e una tac la donna verrà nuovamente operata, in quello che gli inquirenti hanno definito un ritardo "molto grave". "In buona sostanza - si legge in una nota degli esperti - i sanitari che gestirono la paziente tra il 2 e il 3 maggio 2012 non agirono con solerzia". Aspettarono troppo, secondo gli inquirenti, causando diversi problemi alla donna, che comunque, seppur in ritardo, fu operata "con successo".

Ma qualche giorno dopo si ripresentarono gli stessi problemi, a causa di quella che gli inquirenti di Caserta chiamano "una gestione non corretta ed adeguata alla complessità del quadro clinico. I sanitari non misero in atto un'attenta valutazione strumentale mirata all'effettiva riuscita dell'intervento", non facendo altro se non peggiorare la situazione. I parenti di Elena, non vedendo miglioramenti, decisero - contro il parare dei medici curanti - di spostarla in un'altra clinica, dove effettuate le dovute analisi, i medici hanno compreso la gravità della situazione. Operata d'urgenza per un'emorragia dovuta all'apertura dei punti di sutura praticati a 50 centimetri dell'intestino, nonostante le cure, la donna non si è ripresa, spegnendosi definitivamente il 13 giugno 2012. Adesso, i sei medici della clinica che la ebbero in cura per quel periodo dovranno rispondere dell'accusa di omicidio colposo.

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