Napoli, incubo racket: i clan tengono sotto scacco le pizzerie storiche

Questo, per il centro storico partenopeo, potrebbe essere definito "Il Decadentismo delle pizzerie napoletane"

La camorra continua a tenere stretto il cappio dell'economia campana. I clan conoscono i nomi degli imprenditori migliori che questa terra ha da offrire e, adesso, l'obiettivo è uno solo: applicare il nodo scorsoio ai più noti e antichi locali del centro per riscuotere la rata estorisiva di Pasqua. Quest'ultima, rappresenta la seconda rata più "pesante" del racket; dopo quelle di Natale e di Ferragosto. Ovviamente, una situazione di questo tipo non può essere tollerata in alcun modo dagli imprenditori napoletani, persone che hanno lottato e fatto sacrifici per tutta la vita; allo scopo di raggiungere una posizione di rispetto nel difficile e competitivo mondo dell'imprenditoria italiana. E allora? Come si fa in questi casi? Semplice: si applica la metodologia del terrore. Estorsioni, rappresaglie, vendette trasversali, agguati e attentati presso le attività che, di volta in volta, vengono prese di mira. E ogni periodo storico, ovviamente, ha le sue vittime sacrificali preferite. Questo, nella fattispecie, potrebbe passare alla storia, come "Il Decadentismo delle pizzerie napoletane". Spari contro le pizzerie Poppella e Terra Mia; altri nove colpi esplosi nella serata di sabato scorso nei pressi della pizzeria Di Matteo; e come dimenticare, ancora, la bomba recapitata alla storica pizzeria Sorbillo. Un'ecatombe. Uno stalking a mano armata rivolto verso un prodotto, la pizza, che non è il marchio di fabbrica della sola Napoli, ma di tutto il paese. L'inchiesta è portata avanti dai pm Celeste Cerrano e Francesco De Falco, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Borrelli. La pista più battuta, almeno fino a questo momento, sembra condurre al clan Mazzarella. Nell'ultimo periodo, infatti, sono stati scarcerati numerosi affiliati alla famiglia che, negli anni Novanta, era egemone nel territorio di Forcella. Per i Mazzarella, questa, potrebbe rappresentare l'opportunità di riprendere il controllo di una zona che, dopo la lunga parentesi dei Giuliano-Amirante-Brunetti-Sibillo, offre nuovamente importanti e pericolosi vuoti di potere.