Trasporto relitto della Concordia: "Possibile rilascio di idrocarburi"

Il piano della Costa prevede lo spostamento al posto di Genova, sostenendo che il porto di Piombino non sia idoneo

Dal luogo del naufragio, al largo dell'isola del Giglio, al porto di Genova-Voltri. È questo il percorso che potrebbe compiere il relitto della Costa Concordia, una volta portate a termine le operazione per il galleggiamento, per poi iniziare ai primi di agosto i lavori di smantellamento.

Se questo è quello che prevede un piano stilato dalla Costa Crociere, è meno convinto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che sostiene la scelta di Genova non sia definitiva e che sarebbe più naturale un approdo al porto di Piombino, che però l'armatore definisce "non idoneo" in una relazione.

Il Progetto di trasferimento e smaltimento del relitto, scrive Costa, potrebbe causare "rilasci a mare di acque interne, sostanze e preparati censiti all'interno e idrocarburi". Ma l'impatto ambientale dovrebbe essere "di lieve entità" e "temporaneo e poco significativo".

Il progetto prevede la messa in mare di "uno skimmer di recupero olio" e di panne assorbenti attorno al relitto, trainate da due rimorchiatori e un percorso che porterà il relitto a 10 chilometri da Giannutri, 25 dalla Corsica e 10 da Capraia.

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Commenti

blackbird

Sab, 07/06/2014 - 16:27

Non sapevo che il Presidente della Toscana fosse un ingegnere navale. E' ora che questi tromboni che sperano di mungere soldi dei contribuenti per "compensare" il disagio di avere un relitto sulle loro coste o nei loro porti, smettano di blaterare a vanvera! La Costa è la proprietaria responsabile del relitto, decida lei il da farsi e lo faccia in tutta sicurezza. I nullafacenti pubblici dovrebbero solo preocuparsi di vigilare che tutto fili liscio!

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Sab, 07/06/2014 - 17:25

Solo vigilare? E prevenire no?

mariolino50

Sab, 07/06/2014 - 18:43

blackbird IO sono del posto dove doveva andare la Concordia, il porto sarà meno idoneo, ma esiste l'unica altra vera acciaieria italiana oltre a Taranto, e sarebbe semplice e rapido tagliare la nave a pezzi e rifonderla subito, altrimenti i resti della nave dovranno essere portati via mare o via terra qui o da qualche altra parte per il vero smaltimento, ovvero la fusione, non credo che costi meno portarla a Genova, e comunque qualche risarcimento per i danni avuti sarebbe anche giusto. Il tragitto per Genova sarà almeno dieci volte più lungo, o anche di più, il pericolo si annida lì.

Gabriele184

Sab, 07/06/2014 - 22:33

Come mai l'ipotesi Turchia è improvvisamente tramontata? E contemporaneamente si parla di Genova? Ho un vago sospetto: qualcuno sa perfettamente che il relitto non arriverà mai a Genova.. se si inabissa in mare aperto, si risparmierebbero decine di milioni di euro..! Ovviamente, se la scelta fosse caduta su Piombino, questo rischio non si sarebbe potuto correre.. Aprite gli occhi!

Ritratto di giorgio.peire

giorgio.peire

Dom, 08/06/2014 - 07:51

Gira,gira, gira e rigira ancora, frà qualche anno qualche giudice scoprirà delle tangenti.

Ritratto di stenos

stenos

Dom, 08/06/2014 - 10:18

Schettino for president del pd, ovvio.

Ritratto di stenos

stenos

Dom, 08/06/2014 - 10:18

Schettino for president, del pd, ovvio.

Ritratto di franco.brezzi

franco.brezzi

Dom, 08/06/2014 - 10:55

E contattare la Tampax, no?

Ritratto di Andrea B.

Andrea B.

Lun, 09/06/2014 - 12:41

Francamente la proposta di Piombino era il pretesto per uno sperpero pazzesco di danaro pubblico: si sarebbe dovuto riconvertire l'area a mare delle acciaierie per renderla idonea allo smantellamento della Concordia e poi, parole del governatore pd Rossi fare diventare così Piombino un centro di demolizione navale. Una proposta insensata, ambientalmente discutibile e fuori dal tempo e da ogni logica economica, visto che ormai tali operazioni vengono fatte nei paesi in via di sviluppo per tutta una serie di ragioni. Però sai quanti appalti agli amici, quanti finanziamenti da spartirsi, quante posti e poltrone da assegnare. A Genova è tutto pronto e poi, lungo il tragitto, come faceva notare qualcuno, ci sono dei bei fondali parecchio profondi...

mariolino50

Lun, 09/06/2014 - 15:23

Andrea B. Vero, l'industria in Italia deve chiudere tutta, così i tedeschi ridono a crepapelle, le demolizioni vengono fatte nel terzo mondo in barba a tutte le norme di sicurezza e ambientali, ma tanto quelli sono negri vero. Quando sarà tutto chiuso voglio vedere cosa facciamo in Italia, senza industria pesante e leggere non si và da nessuna parte, basta vedere cosa fanno gli altri paesi sviluppati, noi chiudiamo le acciaierie vere e i tedeschi le riaprono.

Ritratto di Andrea B.

Andrea B.

Lun, 09/06/2014 - 18:47

@Mariolino: stai sereno che intanto la demolizione verrà fatta in Italia, semplicemente in un posto dove di spazi idonei ve ne sono già, anche se non verranno poi stabilmente destinati a demolizioni navali. Quindi anche solo il pensare di creare altrove, sottolineo con soldi pubblici, una struttura apposita è uno spreco incredibile e senza senso, anche se la cosa, ai parassiti che vivono con i soldi presi con le tasse agli altri, potrebbe essere congeniale. Tanto più con la certezza che poi nessuno per questione di costi, perché le navi vanno ad essere demolite dove lo decide l'armatore, porterà le navi a Piombino. Sulla questione dell'industria da continuare a tenere siamo d'accordo, ma si lasci dire, avendo avuto in famiglia degli operai presso cantieri di demolizione, che i padri sono ben contenti che i loro figli facciano altro, anche nelle industrie certo, ma ben altro che tagliare vecchie lamiere per quarant'anni.

mariolino50

Mar, 10/06/2014 - 14:17

Andrea B. Mica tutti possono fare gli impiegati statali, o i commercialisti, o altri lavori del genere. La mia famiglia ha sempre lavorato nell'acciaio, io nelle centrali a olio pesante, ed ora negli inceneritori, che non siano bei lavori lo sò benissimo, ma qualcuno li dovrà fare, oppure si comprerà tutto all'estero, con quali soldi dico io, visto che qui chiude tutto anche per fisime ambientali, in altri paesi europei assai meno fiscali, e parlo per esperienza diretta attuale, visto che lavoro con gli stranieri. Per questione di costi invece penso che Piombino o Taranto sarebbero i posti ideali, zero trasporto dei rottami, direttamente in fonderia, oppure si vogliono fondere al nord con i forni elettrici, notoriamente assai economici.

Gabriele184

Mer, 19/11/2014 - 22:34

Lo ammetto, mi sono sbagliato, la Concordia è arrivata a Genova senza inabissarsi..