Fiume minaccia caserma a Luino: pure i vigili del fuoco a rischio esondazioni

Parlano i sindacati stanchi delle promesse. I vigili che operano a Luino hanno una caserma in una zona ad alto rischio. Dal 1980 viene promessa una caserma più sicura

"Quarant'anni di promesse, ma i problemi rimangono gli stessi" scrive, amareggiato, in una nota Alessandro Cortellini, delegato per la segreteria territoriale Fns Cisl in merito alla sede dei vigili del fuoco di Luino, un Comune in provincia di Varese. Il personale in servizio nel Varesotto ha dovuto fare armi e bagagli e abbandonare la sede affidatagli in quanto la struttura sorge in una zona a rischio esondazione del fiume Tresa. Proprio nei giorni scorsi a causa delle abbondanti precipitazioni, il fiume ha raggiunto il suo limite di portata e ha rischiato di rompere gli argini.

I vigili sono stati ospitati "come sempre" (come sottolinea la nota) dalle scuole elementari della cittadina lacustre che hanno fornito un “tetto temporaneo” al personale che invece di soccorrere è stato soccorso. "Un paradosso tutto italiano, chi dovrebbe soccorre la popolazione è invece il primo a doversi mettere in salvo" dichiara Cortellini. Ormai da diversi anni si parla della nuova caserma per i vigili in servizio nella provincia di Varese, ma ad oggi non si sa ancora nulla. Pare che l’area per la realizzazione della caserma sia già stata individuata ed è già stato siglato un accordo tra l’amministrazione comunale ed il ministero, ma i fondi per la sua edificazione non ci sono. O meglio, come si legge ancora nella nota, "non si sa dove siano". Anche all'inizio del 2019 si erano avute rassicurazioni in merito all’imminente stanziamento dei fondi per la realizzazione di una nuova caserma. Già nel 1980 l’avvio dei lavori sembrava imminente. Di fatto, però, non è stato fatto ancora nulla. Non è stato avviato neanche un progetto edilizio. "Stanchi delle promesse e degli appelli chiediamo che realmente qualcuno si faccia carico della vicenda e risolva questa situazione kafkiana" chiedono dal sindacato.

Ad unirsi alla Cisl anche la Conapo, la Uil Pa e la Cgil. La sede di Luino, stando alle dichiarazioni dei sindacalisti, sorge in un'area a rischio esondazione, come detto. "Per poter garantire l’operatività ed il pronto intervento alla popolazione si è stati costretti a spostare temporaneamente il personale e i mezzi presso le scuole elementari messe a disposizione dall’amministrazione comunale. Fortunatamente non vi è stata l’esondazione del fiume Tresa e i soccorritori sono potuti rientrare in caserma" hanno dichiarato in una nota i sindacati. Certo, sembra un paradosso che un organo di soccorso debba a sua volta essere aiutato e non può operare nelle migliori condizioni possibili.

"Era 1980 quando abbiamo sentito parlare per la prima volta di una nuova sede, da quella data abbiamo subito i disagi di diverse alluvioni e altrettante evacuazioni, malgrado questo anche nei momenti più difficili abbiamo portato soccorso senza mai tiraci indietro" concludono i vigili del fuoco.

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