Nelle chat dei no pass spunta l'iban per supportare il loro leader

Leader dei no pass perquisito dalla polizia: su Telegram parte la raccolta fondi: "Prigioniero politico"

Nelle chat dei no pass spunta l'iban per supportare il loro leader

La perquisizione a casa di Gabriele "Zeno" Molgora ha causato un terremoto nelle chat dei no Green pass su Telegram. La notizia ci ha messo poco a fare il giro dei gruppi e a creare scompiglio tra i seguaci del 28enne. Zeno, come viene comunemente chiamato all'interno delle chat, è considerato l'anima dei cortei di Milano nonostante da settembre non sia più sceso in piazza a causa di un daspo ricevuto dalla questura. La perquisizione all'interno del suo appartamento ha colpito i militanti no pass, che ora gridano alla persecuzione politica, anche se non sembrano voler rinunciare alle proteste di piazza. In più, sta partendo una raccolta fondi per aiutare il giovane a pagare le spese legali che dovrà affrontare in vista del possibile processo.

Per la questura, Zeno Molgora avrebbe incitato a trovare "metodi di protesta nuovi e eclatanti" che "diano una nuova visibilità" ale proteste in piazza di Milano, ormai spente. Per il 27 stava organizzando una nuova manifestazione che, nelle sue intenzioni, avrebbe richiamato in città un milione di persone. Per tale ragione gli inquirenti suggeriscono che il 28enne "può essere considerato una figura di primo piano delle proteste contro il Green pass", soprattutto perché, forte del suo sostegno sul web, può "condizionare le scelte degli attivisti grazie all'intensa attività di proselitismo e incitamento allo svolgimento di iniziative illegali".

"Ciao ragazzi, sono Helena, l'admin qua e su Facebook, immagino abbiate già saputo cosa è successo a Zeno. Ora a seguito di ciò che è successo, si trova a dover affrontare spese non indifferenti. Tutti voi che lo seguite sapete quanto ha fatto per tutti finora, ora è lui ad aver bisogno di tutti noi", si legge in un messaggio lasciato questa mattina sul gruppo "no Green pass - Adesso basta". L'intento è quello di avviare una raccolta fondi a favore di Zeno Molgora, che già in passato aveva parlato della sua situazione finanziaria e lasciato un iban e un indirizzo Paypal nel gruppo, dichiarando di voler avviare un movimento. Infatti, l'altra admin del gruppo ha aggiunto nel suo messaggio: "Dite 'Zeno, uno di noi', si, lo è e lo è sempre stato, e ora uno di noi è nei guai. Ve lo chiedo per favore, col cuore, diamogli una mano".

Sono già numerose le persone che hanno deciso di versare 10 euro a favore di Zeno Molgora per aiutarlo ad affrontare le spese legali e c'è già chi, proprio per protestare contro la perquisizione condotta a casa del giovane, propone di andare "tutti a Milano il 27", dando anche seguito alla manifestazione organizzata dal ragazzo. "Zeno prigioniero politico", azzarda qualcuno, lamentando una ipotetica vena persecutoria della giustizia nei confronti del loro leader.

Inoltre, dalla perquisizione è emerso che 28enne ha scaricato dal web e distribuito attraverso Telegram, 1000 Green pass intestati ad altrettanti soggetti, su cui sono in corso accertamenti per rintracciarne l'origine. Zeno ha ammesso di averli scaricati dalla rete e distribuiti gratuitamente a più utenti possibile, pertanto è stato indagato anche per il reato di ricettazione, oltre che per istigazione a delinquere aggravato dal mezzo telematico.

Lunedì, in una delle chat che gestiva, Zeno scriveva: "Sono stufo di passare per imbroglione perché metto a disposizione una carta per le donazioni. È l'ultima cosa che avrei voluto fare perché oltre ad essere molto orgoglioso sono sempre stato assolutamente contro ma ad oggi mi scontro con la realtà. Per combattere insieme a tutti voi sono a casa senza lavorare ed ho una bambina di pochi mesi da sfamare. Ci ho messo la faccia fin dall'inizio e sono sempre stato sincero e leale nei vostri confronti come una grande famiglia".

Come tanti altri che non hanno effettuato il vaccino, anche lui da ottobre non lavora. Come dichiarato nel gruppo in più occasioni, Zeno Molgora è impiegato nell'azienda milanese che si occupa dell'igiene pubblica e dal 15 ottobre non riceve lo stipendio in quanto non titolare di un Green pass, Il discorso fatto nel gruppo è mirato a colpire il sentimento dei suoi seguaci, che poi continuava: "Sono sempre stato incensurato e ad oggi sono nella merda perché devo pagare avvocati per daspo denunce ecc e come tutti devo fare la spesa e soprattutto fare stare bene mia figlia. Ho sempre cercato di non fare trasparire i miei problemi personali ma se una persona è ottimista e va in televisione un paio di volte non vuol dire che la sua vita sia rosa e fiori". Tutto questo avveniva un giorno prima rispetto alla perquisizione effettuata all'interno della sua casa dalla polizia.

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