Nessuna fretta. Parlamento chiuso per ferie

Può sembrare un paradosso, eppure nel Paese che ha brevettato i governi balneari ci si è fatti cogliere alla sprovvista da una crisi internazionale a Ferragosto

Nessuna fretta. Parlamento chiuso per ferie

Può sembrare un paradosso, eppure nel Paese che ha brevettato i governi balneari ci si è fatti cogliere alla sprovvista da una crisi internazionale a Ferragosto. L'Afghanistan è nel caos, ma qui non è che si dia prova di grande organizzazione. Questione di tempi e di tempistiche: di sicuro ci hanno messo meno i talebani a riprendersi il potere che i nostri rappresentanti a Palazzo Chigi o in Parlamento ad attuare qualche tipo di contromossa. Sono inconvenienti che possono capitare, quando dalla realpolitik si passa alla politica da reality. L'ombrello della Nato? Meglio la diplomazia dell'ombrellone. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio beccato su una spiaggia del Salento in un «summit» in costume da bagno con il governatore pugliese Emiliano e il deputato dem Boccia mentre un centinaio di connazionali era alla disperata ricerca del primo volo disponibile per sfuggire alla restaurazione della Sharia, è la diapositiva emblematica delle priorità italiche.Probabilmente le macerie dell'alleanza Cinque Stelle-Pd preoccupano più di quelle per le strade di Kabul, fatto sta che lo stesso Di Maio e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini riferiranno alle commissioni di Camera e Senato non prima di martedì 24 agosto, ovvero a dieci giorni di distanza dai drammatici fatti. Fanno un certo effetto le immagini dei ribelli armati, arroccati nel palazzo presidenziale a favore di telecamere dopo la fuga del presidente Ghani, se contrapposte ai deserti scranni di Montecitorio e Palazzo Madama, dove non si vede anima viva dal 6 agosto, e così sarà fino al prossimo 6 settembre, stando al sacrosanto calendario stabilito per le ferie di onorevoli e senatori, che prevede il consueto mese sabbatico e chi s'è visto s'è visto. Nessun rigurgito anti-casta, per carità, ma viene difficile dare torto a chi chiede di riprendere immediatamente le attività in Aula di fronte alla nuova emergenza, come se l'Italia non fosse già alle prese con la quarta ondata del Covid e con una ripartenza a ostacoli. Dopotutto è sempre un fatto di azioni e di reazioni, laddove le blitzkrieg sullo scacchiere internazionale male si coniugano con le lungaggini e i riti della politica italiana, abituata semmai alle guerre di posizione (per quanto su alcuni argomenti, come le scelte dei presidenti americani dall'Irak all'Afghanistan, sia comodo cambiarle in continuazione...). Sui social invitano a stare tranquilli, assicurano che donne e bambini non saranno abbandonati in questo momento. Purché non si riferiscano ai parenti in villeggiatura a Capalbio, ironizzano i maligni. Insomma, i nostri politici non mettono mai la testa sotto la sabbia davanti ai temi fondamentali per l'Occidente. Potendo scegliere, in piena estate, piuttosto che farsi rovinare le vacanze sono disposti a metterla direttamente sott'acqua per un selfie acchiappa-like.

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