Novara, 14enne suicida Gli amici su Twitter: uccisa dal bullismo

Carolina Picchio si è tolta la vita nella notte tra venerdì e sabato scorso. Centinaia di messaggi su Twitter

L'ombra del bullismo corre su Twitter. Il suicidio di Carolina Picchio, una ragazzina di 14 anni, ha scatenato amici e conoscenti che hanno cinguettato in poche ore centinaia di messaggi con un comune denominatore: accuse nei confronti di chi la prendeva in giro da tempo.

La ragazzina si è uccisa a Novara nella notte tra venerdì e sabato, gettandosi dalla finestra al terzo piano dell’appartamento dove viveva con i genitori. Aveva iniziato l’anno scolastico alle "Magistrali", poi aveva cambiato scuola, passando al "Pascal" di Romentino.
 
Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri. "Che gesto orribile hai dovuto fare per colpa della cattiveria della gente"; "Dovevi fregartene, pensare a te stessa e non a quello che dicono gli altri"; "Domani devo tornare a scuola... e vedere quei deficienti...non ce la faccio", sono alcuni dei messaggi di rabbia scritti su Twitter.

Commenti
Ritratto di CaptainHaddock

CaptainHaddock

Dom, 06/01/2013 - 14:17

Al primo accenno di bullismo, collocare il responsabile in cortile davanti a tutta la scuola e 20 bacchettate sulle mani, tanto per cominciare. Per ogni recidiva 10 bacchettate in più. E' una cura miracolosa. Altro che sociologi, psicologi e balle varie. Poi dovrebbe toccare anche a quanti non hanno saputo leggere o interpretare la fragilità (benedetta) di quella povera ragazza! Povera scuola, che figli partorirai per il futuro dell'Italia....

eglanthyne

Dom, 06/01/2013 - 15:00

Egregio CaptainHaddock,condivido ma alle famiglie di questi GENIACCI cosa farebbe?Cordialità Eglanthyne.

Ritratto di CaptainHaddock

CaptainHaddock

Dom, 06/01/2013 - 16:59

ah sì, me n'ero dimenticato. Non saprei, forse l'interdizione dalla pubblica procreazione.

Ritratto di diego.zoia

diego.zoia

Dom, 06/01/2013 - 18:11

Concordo in toto con #CaptainHaddock. #eglanthyne: Se non fossi cattolico, suggerirei una soluzione... finale! (Si deve tuttavia ammettere che le mele marce possono cadere da ottimi alberi)

leo_polemico

Dom, 06/01/2013 - 22:09

Le notizie su questo triste episodio sono abbastanza scarse, ma una qualche considerazione la si può fare ugualmente. Chissa come mai il "branco" si scatena e se la prende con coloro che sono più "educati", che non sono prepotenti, che si comportano meglio, che a scuola sono un po' più bravi. Prima i genitori, poi i maestri, poi gli insegnanti in generale dovrebbero essere "più presenti" e punire, fin dall'inizio, questi comportamenti incivili. E' certamente più "comodo" dare la colpa di questi comportamenti, genericamente, alla "società" Ma da molti "insegnanti" (è giusto definirli così?), figli del '68 e del "sei politico", non ci si puà aspettare altro. Potrei ricordare un episodio in cui il "professore" di elettrotecnica, poco più anziano dei suoi allievi è stato complice ed ha partecipato all'imbrattamento con uova e farina della macchina, parcheggiata in strada, della famiglia di uno studente che, guarda caso, era il migliore della sua classe. Quale educaione e quali insegnamenti possono arrivare da questi individui?

forbot

Dom, 06/01/2013 - 23:16

Egregio eglanthyne, condivido quello detto dal CaptainHaddock e se mi permette, direi alle famiglie di quei geniacci: I figli si educano, prima di tutto, fra le mura domestiche e gli si insegna il modo di comportarsi, ma se loro non riescono a farlo, allora devono farlo gli insegnanti a scuola e non dovrebbero essere contestati. Ricordo; mio padre mi accompagnò a scuola, il primo giorno di terza elementare, il maestro si intratteneva con i genitori per fare la loro conoscenza, e viceversa, mio padre nel presentarmi al maestro disse che ero un bravo figliolo, però se fosse stato necessario, non si facesse scrupoli e adoperasse pure il righello. Un giorno lo meritai per davvero, il maestro mi chiese se preferivo piuttosto un cattivo voto in pagella. Gli dissi che i miei genitori ne avrebbero sofferto. Mi desse pure le bacchettate, allora si diceva così, mi sorrise e mi rimandò a posto. Eravamo nel 1939. Queste ultime righe per far capire, non tutto il passato è da buttar via. Esempio il rispetto e l'educazione era più sentita.

Marcello.Oltolina

Lun, 07/01/2013 - 02:45

Questi bulli scolastici con il cervello da gallina vanno isolati dagli altri alunni e messi in condizione di non nuocere se avessero degli insegnanti capaci.

angelomaria

Lun, 07/01/2013 - 09:21

brutte storie che si ripetono quqndo si danno in mano a certi disgraziati che della cattiveria ne' fanno una virtu'le mie condolianze alla famiglia col la speramza che i colpevoli che siano i ragazzi oi genitori che non controllano quello che fanno l'internet e'una cosa buona ma se male usata puo'come in questo caso avere effetti mortali che li bannino a vita dall'internet e telefonini