Nuovo naufragio davanti alla Libia, Open Arms: "Disumano"

Alarm Phone ha confermato nel corso della giornata di oggi la notizia di un nuovo naufragio a largo delle coste libiche. Open Arms si scaglia contro i governi: "Il Mediterraneo è un cimitero, vergogna Europa! È disumano e inaccettabile"

Nuovo naufragio davanti alla Libia, Open Arms: "Disumano"

Duro attacco all'Europa dall'Ong spagnola Proactiva Open Arms, che torna a cinguettare sulla propria pagina Twitter scagliandosi contro i governi dopo la notizia di un nuovo naufragio avvenuto nel Mediterraneo.

"Naufragio confermato, il mare è un cimitero. Vergogna Europa", si legge nel post pubblicato qualche ora fa dall'organizzazione non governativa. A denunciare l'accaduto il centralino di soccorso Alarm Phone, che questa mattina ha dato l'allarme dopo aver ricevuto la richiesta d'aiuto inviata dal familiare di una delle persone a bordo del natante.

Partita da Zawiya, l'imbarcazione si è rovesciata dinanzi alle coste libiche. "È in corso una ricerca di sopravvissuti. La nostra solidarietà ai parenti degli assassinati. Siamo così arrabbiati per questa continua perdita di vite umane", ha dichiarato stamani Alarm Phone, confermando il naufragio, come riportato da "Repubblica". Al momento le autorità parlano di 15 morti e di 17 individui riportati in Libia, ma è ancora tutto da verificare.

"Abbiamo contattato le autorità in #Libia, #Italia e #Malta chiedendo informazioni sul potenziale naufragio e se stessero cercando sopravvissuti in mare. Tutte le autorità si rifiutano di fornire informazioni. Non possiamo confermare i dettagli degli eventi. Esigiamo risposte!", ha poi aggiunto Alarm Phone, dando quindi inizio alle polemiche.

Pesante l'attacco dell'Ong spagnola, che punta il dito contro le istituzioni, ricordando la vicenda del 46enne George Floyd, l'afroamericano ucciso da una pattuglia di agenti di polizia lo scorso 25 maggio dopo essere stato fermato in una strada di Minneapolis (Stati Uniti). In molti si sono mobilitati per manifestare contro il terribile atto di violenza, eppure i governi restano sordi alle proteste dei cittadini, sembrano voler dire gli attivisti della Open Arms. "Mentre negli Stati Uniti e in tutto il mondo, dopo la morte di George Floyd, continua la mobilitazione con migliaia di persone in piazza per dire no alle continue violazioni dei diritti della comunità afroamericana, mentre anche in Europa i cittadini e le cittadine invadono le strade al grido di Black Lives Matter, i governi europei sembrano sordi e ciechi", ha dichiarato ai microfoni di AdnKronos Valentina Brinis, operatrice legale di Open Arms. "Dopo il naufragio davanti alle coste tunisine in cui hanno perso la vita 50 persone, tra cui moltissime giovani donne e bambini, oggi la notizia di un nuovo naufragio data dalla Ong Alarm Phone, davanti alle coste libiche", ha aggiunto la sociologa e ricercatrice, riportando la tragedia avvenuta lunedi scorso al largo delle isole Kerkennah (Tunisia). "Quello che accade nel Mediterraneo è disumano e inaccettabile. Siamo stanchi di assistere a morti in diretta. Continuiamo a chiedere soluzioni strutturali e definitive che tutelino la vita e i diritti. Come a terra anche in mare non riusciamo più a respirare", ha concluso l'organizzazione non governativa.

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