Soffiate e scandali in Vaticano: il capo della gendarmeria rischia

Il comandante della gendarmeria del Vaticano Domenico Giani starebbe per essere sostituito dal Papa. La voce giornalistica che deve ancora trovare conferma

Soffiate e scandali in Vaticano: il capo della gendarmeria rischia

Domenico Giani sostituito da qualcun'altro come vertice della gendarmeria del Vaticano: per ora trattasi di voci, ma l'ipotesi è data per buona. In Santa Sede, insomma, non è solo tempo di Sinodo panamazzonico e di novità dottrinali, ma anche di riorganizzazione interna. E questo a qualche mese dalla presentazione della nuova Costituzione apostolica, che è annunciata entro fine dicembre e che è destinata a riformare la Curia romana. Ma il fatto che qualcuno possa subentrare al comandante Domenico Giani, forse, poco c'entra con la volontà di Papa Francesco di rendere più semplici certi meccanismi vaticani. Perché il turn over, che deve ancora trovare una conferma effettiva, starebbe per scattare per via di altre motivazioni.

Stando a quanto si apprende sul IlCorriere.it, la novità su cui il pontefice argentino avrebbe ragionato, quella di affidare la direzione della gendarmeria ad un'altra figura, sarebbe collegabile ad un"epilogo clamoroso" , quello della vicenda inchiestistica che sta interessando in queste settimane alcuni Uffici della Segreteria di Stato. La stessa fonte, poi, ha parlato di "ultimo atto" di "una guerra interna". Una scelta, quindi, che avrebbe almeno un'origine precisa. Per quanto l'utilizzo del condizionale rimanga d'obbligo. Buona parte della ricostruzione giornalistica presentata ruota attorno all'emersione del documento, quindi delle fotografie di alcuni incaricati in Santa Sede, tramite cui sono state sospese cinque persone in relazione alla indagine interna che intende far luce su alcune presunte "operazioni finanziarie compiute nel tempo".

Da quanto quel testo è stato pubblicato da L'Espresso, i dettagli del provvedimento sono stati resi noti. E la sensazione è che dalle parti di piazza San Pietro non abbiano accettato di buon grado il fatto che qualcuno, dall'interno, abbia magari rivelato quanto stesse avvenendo. Domenico Giani non è considerato il responsabile della fuoriuscita del documento e delle informazioni, ma il Papa - come ha sottolineato sempre il Corriere - ha voluto vederci chiaro. Tanto che viene sollevato pure il tema della"omessa vigilanza". Da questi aspetti, quindi, sarebbe nata questa presunta volontà del vescovo di Roma.

Ma c'è pure chi parla di scelta fatta in tempi non troppo recenti.

Vale la pena sottolineare come l'unica certezza fattuale sul quadro appena esposto può essere fornita da un'eventuale decisione ufficiale da parte del Santo Padre.

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