Padre-orco condannato a 9 anni: violenta per anni figlia minorenne

Gli abusi sono cominciati quando la famiglia si trovava ancora in Moldavia e la vittima aveva solo 7 anni, per poi proseguire in Italia. Una volta adulta la giovane ha deciso di denunciare, facendo partire le indagini che hanno portato all'arresto del 49enne, ora condannato in terzo grado a 9 anni di reclusione

Abusata sessualmente dal padre fin da quando era una bambina, trova il coraggio di denunciare una volta diventata adulta. Questa la storia di una giovane moldava, che ha portato all'arresto ed all'incriminazione del genitore, un operaio 49enne, ora condannato a 9 anni di reclusione per violenza sessuale su minore.

Secondo l'accusa gli abusi sono cominciati quando la famiglia si trovava ancora in Moldavia, e la vittima aveva solo 7 anni. L'orco, stando ai racconti della giovane, la raggiungeva durante la notte, entrando nel suo letto. Poco importava che nella stessa cameretta si trovasse anche il fratellino. Le violenze, proseguite anche quando la famiglia si è trasferita in Italia, sono andate avanti per almeno 8 anni, eppure nessun parente della giovane si sarebbe mai accorto di nulla.

Parlando dinanzi al giudice del tribunale di Brescia, la vittima ha raccontato di essere stata costretta a subire continue violenze, anche rapporti completi, fino al compimento della maggiore età. A causa della paura e del forte stato di sottomissione provato nei confronti del padre, non è mai riuscita a denunciare, trovando il coraggio di parlare solo dopo essere andata a vivere con il proprio compagno.

Condannato in terzo grado a 9 anni di reclusione, il 49enne, che si è sempre professato innocente, ha fatto ricorso in Cassazione, che ha rigettato la sua istanza. Lo straniero, da tempo residente nella zona di Valle Sabbia, in provincia di Brescia, finirà presto dietro le sbarre, anche se il suo legale potrebbe chiedere di rivedere il processo.

La difesa dello straniero, in particolare, si appella al fatto che l'uomo non avrebbe potuto abusare della figlia in quanto affetto da una forma di disfunzione erettile causata dal danneggiamento di alcune vertebre avvenuto in seguito ad un infortunio sul posto di lavoro. Si tratta però di un incidente verificatosi in Italia, cosa che permetterebbe di contestare solo l'accusa di violenze commesse nel nostro Paese, non quelle relative al periodo trascorso in Moldavia. Ecco perché i giudici hanno comunque ritenuto opportuno procedere con la condanna.

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