"Da Palazzo Chigi stanno indagando...". Perché Arcuri ha troncato gli sms?

La rivelazione di Benotti: "Il commissario mi ha chiesto di interrompere i contatti". Poi l'intervento di Bonaretti: "Mi ha detto: non farti vivo in questa fase e di lasciarlo un attimo per evitare casini"

"Da Palazzo Chigi stanno indagando...". Perché Arcuri ha troncato gli sms?

Quali rapporti avevano Domenico Arcuri e Mario Benotti? Si conoscevano prima dell'esplosione della pandemia? Hanno allacciato contatti solamente in occasione dell'acquisto di mascherine? Beh, stando al racconto fornito dal giornalista Rai in aspettativa i due avrebbero iniziato a scambiarsi qualche sms ben prima del decreto di nomina a commissario speciale per l'emergenza Coronavirus in Italia. "Arcuri lo conoscevo dai tempi in cui facevo il consigliere al governo", ha riferito Benotti nell'intervista rilasciata in esclusiva a Nicola Porro per Quarta Repubblica su Rete 4. Il cosiddetto "uomo delle mascherine" non ha esitato a mostrare in tv lo scambio di messaggi con l'amministratore delegato di Invitalia, rivelando una serie di aspetti che fino a poche ore fa non erano state rese note.

I tabulati parlano chiaro: la Procura ha contato ben 1282 i contatti avvenuti tra telefonate, sms e chiamate senza risposta. Le comunicazioni si interrompono bruscamente il 7 maggio del 2020. A fornire la propria versione è lo stesso Benotti: "Il commissario mi incontrò in una via di Roma. Arcuri si fece precedere da una telefonata del dottor Bonaretti. Mi dice che mi doveva vedere lui. Invece arrivano lui e il commissario. Sotto il mio ufficio, in Prati a Roma. E mi dice che c'era una difficoltà, che a Palazzo Chigi lo avevano informato che c'era un'indagine su tutta questa situazione, forse dei Servizi. Da Palazzo Chigi si possono avere soltanto indagini che vengono dai Servizi. Ma era anche normale che i Servizi indagassero su questa cosa. Mi pregò di interrompere qualunque comunicazione con lui, cosa che io ho fatto".

A ottobre il giornalista Rai in aspettativa viene intercettato mentre avrebbe provato a riallacciare i rapporti, comportando però l'intervento in prima persona di Mauro Bonaretti - capo di gabinetto del Mit quando Benotti era consigliere giuridico nello stesso ufficio - che avrebbe provato così a convincerlo: "(Arcuri, ndr) mi ha detto no, guarda, perché ci tengo. Voglio evitare che Mario si sporca [...] Mi ha detto di non farti vivo in questa fase, di lasciarlo un attimo per evitare casini". A quel punto "l'uomo delle mascherine" capisce che gli stava "per arrivare addosso" qualche inchiesta giudiziaria.

Quel linguaggio criptico

Dagli sms mostrati dal "mediatore" emerge un linguaggio criptico e spesso con riferimenti ecclesiali. Il giornalista, ad esempio, parla di se stesso in terza persona e si definisce "monsignore". Il 13 marzo Benotti fa sapere che terrà "una concelebrazione 'ad mentem Dominici'". La risposta di Arcuri non sarebbe tardata ad arrivare: "Bene! Peccato che se e quando la stessa dovesse produrre i suoi effetti il destinatario sarà morto!". Il giornalista Rai in aspettativa invita a fare sì "che resti in vita".

Il 24 marzo è ancora Benotti a scrivere al commissario, riservandogli parole al miele: "Ho apprezzato il tratto istituzionale e quasi ecclesiastico del Suo comunicare. Migliore e più umano - pur nella fermezza - di chi fin qui ha comunicato". Il giorno dopo arrivano i ringraziamenti: "Buonanotte monsignore. Per lei che può dormire La ringrazio delle parole di apprezzamento". Il 21 aprile il "mediatore" chiede attenzioni: "Se in giornata quando può prima di notte potesse dedicare dieci minuti a Monsignore egli sarebbe grato". Ma evidentemente Arcuri non poteva: "Oggi impossibile. Proviamo domani. Ciao".

La sera Benotti lo riempie di complimenti e apprezzamenti personali: "Le uniche vere dichiarazioni degne di un Ministro o di un Presidente del Consiglio in questo manicomio sono le tue caro Domenico. E le uniche dotate di buonsenso e nel contempo senso pratico. Ti prego di credere che non te lo dico per effetto della nostra amicizia, ma per il senso politico alto e dello Stato che traspare dal Tuo lavoro. Un caro abbraccio". 5 giorni dopo Arcuri viene ospitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa. Benotti vuole maggiori informazioni: "Monsignore - per potersi unire spiritualmente - vorrebbe conoscere l'orario della Sua omelia televisiva serale. Possibilmente precisa. Per limitarsi alla sua predica non sopportando Monsignore - pentendosi per questo - l'Officiante Principale (Fazio, ndr). Sia lodato Gesù Cristo". Dettagli forniti senza alcuna perdita di tempo: "21:30 circa. Secondo ospite. Dopo il presidente della Camera".

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