Papa Francesco: "Chiedo perdono per il dolore causato dai certi preti ai bimbi"

Il Santo Padre: "I bambini hanno diritto ad avere un papà e una mamma"

Papa Francesco: "Chiedo perdono per il dolore causato dai certi preti ai bimbi"

"Mi sento chiamato a farmi carico" e a "chiedere perdono" per tutto il male che alcuni sacerdoti "hanno compiuto, per gli abusi sessuali sui bambini". Parlando a una delegazione dell’Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia (Bice), papa Francesco è tornato a parlare di quella che resta una ferita aperta per tutta la Chiesa: gli abusi dei preti pedofili su bambini innocenti. E, in continuità con papa Benedetto XVI, ha chiesto scusa a tutte le vittime di questi soprusi. "La Chiesa è cosciente di questo danno - ha tuonato il Pontefice - è un danno personale e morale".

"Noi non vogliamo compiere un passo indietro in ciò che riguarda il trattamento di questo problema e le sanzioni che devono essere comminate - ha spiegato il Santo Padre - al contrario credo che dobbiamo essere molto forti. Con i bambini non si gioca". Proprio per questo Bergoglio vuole che vengano portati avanti progetti contro il lavoro-schiavo, il reclutamento di bambini-soldato e "ogni tipo di violenza sui minori". La riflessione di papa Francesco è partita innanzitutto dagli abusi commessi su minori da esponenti della Chiesa e si è allargata all'eduzione dei minori. "Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva - ha sottolineato - continuando a maturare in relazione alla mascolinità e alla femminilità di un padre e di una madre".

Papa Francesco ha più volte insistito sull'impostazione dei progetti educativi che deve passare anche dal diritto all'educazione morale e religiosa dei figli. Da qui il rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa. "Con i bambini e i giovani non si può sperimentare - ha insitito Bergoglio - non sono cavie da laboratorio". Gli orrori della manipolazione educativa vissuti nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti, ma conservano l'attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del "pensiero unico". Citando un recente colloquio con un educatore, il Pontefice ha riferito che, a volte, con "progetti concreti di educazione", non si capisce se "si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione".

In questo quadro, il Papa ha espresso apprezzamento per il lavoro compiuto dal Bice, "nato dalla maternità della Chiesa", prendendo origine dall'intervento del Papa Pio XII in difesa dell'infanzia all'indomani della II guerra mondiale. Da allora l'organizzazione "si è sempre impegnata a promuovere la tutela dei diritti dei minori, contribuendo anche alla Convenzione dell'Onu del 1989" e collaborando "costantemente" con gli uffici della Santa Sede a New York, a Strasburgo e Ginevra: "Lavorare per i diritti umani presuppone di tenere sempre viva la formazione antropologica, essere ben preparati sulla realtà della persona umana, e saper rispondere ai problemi e alle sfide posti dalle culture contemporanee e dalla mentalità diffusa attraverso i mass media".

Commenti