Parigi e Londra si accorgono dei profughi: "Non è un problema solo nostro"

Con Calais presa d'assalto dagli immigrati, anche Francia e Gran Bretagna chiedono aiuto all'Ue

Parigi e Londra si accorgono dei profughi: "Non è un problema solo nostro"

Calais si è scoperta una nuova Lampedusa. Da mesi l'Italia prova a far capire - invano, almeno nei fatti - che l'emergenza immigrazione non riguarda soltanto il Paese preso d'assalto dai profughi, ma tutta l'Unione europea.

Tra i Paesi meno "collaborativi" ci sono stati Francia (ricordate il caso Ventimiglia?) e Gran Bretagna (Cameron ha proclamato più volte "guerra" ai clandestini e la chiusura delle frontiere). Eppure proprio Parigi e Londra si trovano a dover affronare i circa 5mila migranti pronti a tutto pur di attraversare l'Eurotunnel della Manica e arrivare nel Regno unito, come abbiamo documentato nei giorni scorsi (guarda il reportage). E ora sono Hollande e Cameron a chiedere aiuto all'Unione europea perché l'aiuti a contenere la crisi.

"Non ci sono soluzioni facili, e non spetta al Regno Unito e alla Francia risolvere questi problemi da soli", hanno dichiarato la ministra dell'Interno britannica Theresa May e l'omologo francese Bernard Cazeneuve, in una lettera congiunta pubblicata dal Sunday Telegraph, "Molti di quelli che a Calais tentano di attraversare il Canale sono passati attraverso Italia, Grecia e altri Paesi. Ecco perché spingiamo perché gli altri Stati membri, così come l'intera Ue, affrontino il problema alla radice".

Intanto, Londra ha dettagliato alcune delle misure di sicurezza straordinarie concordate ieri con il presidente François Hollande. Il Regno Unito finanzierà l'aumento del numero di guardie di sicurezza private di pattuglia all'ingresso dell'Eurotunnel. Saranno anche installate nuove barriere, telecamere di sicurezza e rilevatori a infrarossi. Parigi ha nel frattempo già aumentato il numero di poliziotti nella zona. "La risposta di lungo termine a questo problema sta nel ridurre il numero di migranti che stanno attraversando dall'Africa all'Europa", hanno scritto May e Cazeneuve, "Molti vedono l'Europa, e particolarmente il Regno Unito, come un luogo che offre la prospettiva di guadagni economici. Ma non è questo il caso, le nostre strade non sono lastricate d'oro".

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