I parroci si barricano in canonica, la Diocesi minaccia azioni legali

Due parroci sono stati sospesi a Modena con l'accusa di aver speso 80mila euro per l'allacciamento alla fibra ottica e di aver perso somme della parrocchia al gioco d'azzardo. Si sarebbero però barricati nella canonica rifiutando di andarsene e la Diocesi ha minacciato azioni legali

La parrocchia di San Benedetto Abate di Modena
La parrocchia di San Benedetto Abate di Modena

Erano stati sollevati dall'incarico di parroci della parrocchia modenese di San Benedetto Abate lo scorso mese, con l'accusa di aver autorizzato con eccessiva leggerezza spese per decine di migliaia di euro. Per tutta risposta però, si sono barricati nella canonica e continuerebbero ancora oggi a non accettare la decisione del vescovo. E a seguito di tutto ciò, la curia sta seriamente valutando di procedere per vie legali. Questa la situazione paradossale venutasi a creare nelle scorse settimane a Modena e che ha per protagonisti due preti locali, don Giovanni Braglia e don Dariusz Mikoda. Secondo alcuni quotidiani locali, il provvedimento nei loro confronti sarebbe stato preso a seguito di ingenti ammanchi al bilancio parrocchiale: sarebbe stata contestata una spesa di circa 80mila euro per la fibra ottica e i due religiosi, in base a quanto riportato da Il Resto del Carlino, sarebbero infatti sospettati di aver perduto somme di denaro considerevoli al gioco d'azzardo.

Accuse che i due avrebbero rispedito al mittente tramite il loro legale, ricordando il loro impegno a sostegno dei fedeli soprattutto durante la pandemia, declinato in molteplici forme. Un impegno confermato dal fatto che una parte non marginale dei parrocchiani sembrerebbero essersi schierati a loro favore. La Diocesi, però, non le ha mandate a dire. "Da alcuni anni la situazione della parrocchia era seguita dalla Diocesi, per diverse problematiche pastorali ed economiche: sono stati molti gli incontri con i due parroci e con alcuni gruppi di parrocchiani. Lo scorso 17 marzo don Gianni, parroco moderatore, ha rassegnato le sue dimissioni da rappresentante legale. Tale rappresentanza è subito passata a monsignor Giuliano Gazzetti, il quale ha avviato, di concerto con gli organismi diocesani, una verifica della situazione amministrativa della parrocchia, che si trovava in passivo di bilancio - la posizione della Chiesa di Modena - Nonantola, espressa in un comunicato - si erano aperti dialoghi più frequenti tra i due sacerdoti e la Diocesi, ad un certo punto mediati per loro iniziativa da un avvocato.

Riscontrata la non congruità di una parte della documentazione esibita dal suddetto legale, gli organismi diocesani preposti, ovvero il collegio dei consultori e il consiglio per gli affari economici, nella riunione congiunta del 22 luglio scorso hanno deliberato insieme al vescovo l'interruzione della mediazione stessa.

Il 17 settembre scorso monsignor Gazzetti ha assunto anche le funzioni pastorali, contemporaneamente don Gianni e don Dario sono stati sospesi dal ministero di parroci, pur continuando ad essere sacerdoti e a percepire il contributo economico dal Sostentamento clero. Era stato loro chiesto di lasciare la canonica, proponendo altre soluzioni abitative: cosa che fino ad ora non hanno fatto". La storia, insomma, promette di andare avanti ancora a lungo.

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