Patrimonio Immateriale Unesco, candidati tartufo e Perdonanza Celestiniana

La Commissione italiana ha candidato la "Cultura del tartufo" e la "Perdonanza Celestiniana" per la prestigiosa lista del Patrimonio Immateriale Unesco

La cultura del tartufo e la Perdonanza Celestiniana, un rito religioso de L'Aquila, sono stati candidati per la nomina a "Patrimonio Immateriale Unesco".

Con voto unanime, la Commissione italiana per l'Unesco ha scelto di valorizzare la cultura e i prodotti caratteristici del Centro Italia e, in particolare, delle zone colpite dal terremoto.

È stata la comunità di Norcia a farsi promotrice, presso la Commissione, della candidatura della "cultura del tartufo". A sua volta la Commissione, scrive l'ANSA, nell'inviare il dossier a Parigi, ha dato mandato ai ministeri dei Beni Culturali e delle Politiche agricole di sottolineare la rilevanza della vocazione agricola nei territori colpiti dal terremoto e la tradizione del tartufo.

Al momento, in corsa per la lista del patrimonio immaterile dell'Unesco, c'è "l'arte dei pizzaiuoli napoletani". Pier Luigi Petrillo, esperto legale e curatore del dossier di candidatura, ha fatto sapere che l'esito della valutazione sarà noto ottobre prossimo, mentre l'eventuale ingresso ufficiale della pizza napoletana nella prestigiosa lista dell'Unesco verrà annunciato dal 4 all'8 dicembre a Seul, in Corea del Sud.

La candidatura delle "Perdonanza Celestiniana", il rito religioso abruzzese, varrà quindi per l'anno 2018: a valutazione di questo dossier prenderà il via a Parigi quest'anno per concludersi nel 2018. Con il voto unanime di oggi, però, la Commissione ha ipotecato anche la candidatura italiana del 2018, che verrà valutata l'anno successivo: "La cultura del tartufo".

Un atto di attenzione che tiene conto dell'importanza della vocazione rurale e culturale dei territori del Centro Italia colpiti dal terremoto, e che vedrà impegnati in una lavoro congiunto Mibact e Mipaaf, col contributo delle comunità interessate.