Pesta a sangue la moglie con matterello: arrestato 40enne albanese

A Rimini, un 40enne albanese è stato arrestato per aver picchiato a sangue la moglie con un matterello da cucina

Picchia a sangue la moglie con un matterello e poi tenta la fuga. Per questa efferata aggressione, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 40enne di origine albanese con l'accusa di lesioni aggravate e maltrattamenti.

È accaduto tutto in una manciata di minuti. Le botte, le urla e due volanti che marciavano a sirene spiegate tra le strade del centro di Rimini. Una corsa contro il tempo quella della polizia, utile a salvare una donna, 35 anni, vittima del marito aguzzino. Stando a quanto si apprende da rimininotizie.net, i fatti sarebbero occorsi nella giornata di ieri, in un quartiere alla periferia est della città, pressapoco alle ore 6 di sera. E soltanto per un soffio, non è stata sfiorata la tragedia.

Erano esattamente le 17.40 quando al 113 è giunta la segnalazione da parte di un vicino di casa della coppia che, in stato di evidente allarme, esortava i poliziotti ad intervenire rapidamente in via Severino Ferrari. Una donna stava implorando aiuto mentre correva giù dalle scale condominiali con il volto rigato dal sangue: questo quanto avrebbe riferito lo sconosciuto. Neanche il tempo di annotare l'emergenza, che ben due volanti si sono mobilitate verso il luogo indicato dal denunciatario anonimo. Giunti sul posto, gli agenti hanno subito individuato un appartamento con la porta dischiusa e una donna con lacerazioni profonde al volto, alle gambe e alle braccia accovacciata sul ciglio della strada. Così, mentre alcuni operatori prestavano soccorso alla ferita, allertando anche il 118, altri facevano irruzione nella casa per acciuffare l'autore della brutale agressione. Ma il quarantenne se l'era data a gambe levate qualche attimo prima. Ciononostante, sul tavolo in cucina, è stato rinvenuto un matterello con intrise evidenti tracce di sangue. Al quel punto, non vi è stato più alcun dubbio: si trattava di caso da codice rosso.

Intanto che la trentacinquenne e i suoi due figli minorenni venivano messi in sicurezza, una delle volanti era già sulle tracce del fuggitivo, rintracciato poco distante dal luogo dell'aggressione in evidente stato di ebbrezza. Fermato all'istante e ammanettato, l'albanese è stato condotto in carcere per gli accertamenti di rito. Subito dopo le verifiche, il gip di turno, ha emesso nei suoi confronti un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di lesioni aggravate e maltrattamenti.

Contesualmente al fermo, la vittima veniva trasportata presso il vicino ospedale per le cure. Le lesioni inflitte sul corpo della 35enne sono apparse di una cruenza tale da riservarle una prognosi di almeno 60 giorni. Nel corso della narrazione riferita agli agenti, la donna ha raccontato di pregressi episodi violenti accompagnati da veri e propri atti vessatori in cui non sono mancate anche minacce di morte. Un incubo protratto nel tempo che, soltanto ieri, ha conosciuto la fine.