Cronache

Piacenza, senegalese spaccia prima di firmare in questura

Si tratta del suo quarto arresto per attività di spaccio di droga. Prima di recarsi in questura per firmare aveva esaudito le richieste di alcuni suoi clienti

Piacenza, senegalese spaccia prima di firmare in questura

Prima ha finito di spacciare, poi si è diretto in tutta tranquillità alla questura di Piacenza per ottemperare al suo obbligo di firma.

Lungo il percorso è stato pertanto tratto in arresto dai carabinieri della stazione di Piacenza Levante, che lo avevano pedinato, insospettiti da alcuni suoi spostamenti. A finire in arresto nel pomeriggio di ieri, per l’ennesima volta, uno spacciatore 30enne di nazionalità senegalese. L’uomo aveva già visto scattare le manette ai suoi polsi con lo stesso capo d’imputazione in almeno altre 3 occasioni. Lo scorso anno furono sempre i militari della Levante a fermarlo (a febbraio), mentre quest’anno era toccato ai carabinieri di Bobbio (in marzo) ed ai colleghi della polizia di stato (in maggio). A questi fermi si aggiunge, pertanto, il quarto tassello con l’arresto di ieri.

Il senegalese, un tempo richiedente asilo, ha subìto a causa delle ripetute infrazioni la revoca dell’accoglienza. Nullafacente e senza fissa dimora, lo straniero era stato condannato alla misura cautelare dell’obbligo di firma in questura, ma ciò non gli ha impedito di portare aventi comunque la sua illecita attività.

Ieri pomeriggio, infatti, una pattuglia di carabinieri ha notato il 30enne aggirarsi in piazzale Marconi. Dopo essersi avvicinato ad un’auto in sosta, l’africano aveva ceduto due bustine in cambio di denaro, prima di allontanarsi in bici e dirigersi presso gli uffici della questura per la firma. I militari hanno fermato i clienti del senegalese, segnalati in prefettura, ed hanno sequestrato gli involucri, contenenti dosi di hashish e di cocaina.

L’africano è stato seguito da una seconda volante, che l’ha fermato in via Venturini. Addosso i 70 euro appena intascati per la cessione delle sopra citate bustine, oltre ad altri 190 euro, sempre frutto della sua attività di spaccio.

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