L'assessore di Fratelli d'Italia che va al gay pride

Parla l'avvocato ex democristiano: "Ci sono state conquiste di diritti che giustamente i gay devono difendere"

L'assessore di Fratelli d'Italia che va al gay pride

Si chiama Roberto Rosso, ha 59 anni ed è un avvocato. Conferma e ribadisce di aver preso parte alle ultime edizioni del gay pride: "Certo che ho partecipato perché ci sono tante conquiste realizzate, come le unioni civili, che è giusto difendere. Ci sono state conquiste di diritti che giustamente i gay devono difendere". L'assessore di Fratelli d'Italia ai Diritti civili della Regione Piemonte però ha precisato che ci sono anche diverse cose che non condivide, come ad esempio l'utero in affitto: "Per me è il mero sfruttamento di una donna che diventa una schiava". E poi ha affermato: "Non possono nemmeno pensare di trasformare ogni desiderio in un diritto".

Giornata regionale dei diritti civili

Rosso ha anche tuonato contro la sindaca Appendino sulla questione step child adoption: "Per esempio c'è una legge, che è stata frutto di un compromesso, che dice che in Italia non è legale. Bene, io sono un liberale e un legalitario e applico le norme, esse non vanno tirate per la giacchetta come fa la sindaca di Torino, Chiara Appendino, che riconosce i figli delle coppie omosessuali. Difendere i diritti civili significa anche applicare le leggi in vigore".

L'ex democristiano ha poi aperto al dialogo con l'islam, con l'obiettivo di "fare dei passi in avanti sul fronte della parità dei sessi, come prevede la Costituzione, naturalmente nel rispetto dei loro precetti religiosi".

Nelle scuole piemontesi sta cercando di accelerare i tempi per l'introduzione "nell'ultimo anno delle scuole secondarie di 4 ore di lezione dedicate rispettivamente ai diritti civili, all'organizzazione dello stato repubblicano, alla storia del Piemonte fino all'età risorgimentale e poi a quella repubblicana, con particolare attenzione alla strada che ha compiuto il superamento delle tante discriminazioni di cui sono state costellate le varie epoche". L'intenzione finale è quella di "arrivare a istituire una Giornata regionale sui diritti civili, in cui si studi la Costituzione e la storia del nostro Piemonte a favore di una maggiore consapevolezza e conoscenza".

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