Pioggia di soldi calabresi sulle teste dei rom di Cosenza

600 euro per ogni capo famiglia e 300 euro per ogni membro del nucleo familiare

Pioggia di soldi calabresi sulle teste dei rom di Cosenza

Pioggia di soldi calabresi sulle teste degli zingari di Cosenza. 136.500 euro, tanto costa la pedata che il comune Bruzio ha deciso di dare ai rom di stanza nel capoluogo silano. 600 euro per ogni capo famiglia e 300 euro per ogni membro del nucleo familiare. Sono 400 gli zingari che in queste ore stanno lasciando la tendopoli, allestita dal comune l’estate scorsa a Vaglio Lise, dopo l’incendio che aveva distrutto il campo rom costruito abusivamente lungo le sponde del fiume Crati. Indignazione e dure critiche da parte dei cosentini e della Calabria: non è pagando che si libera il territorio da un così evidente disagio. L’incompatibilità delle due società, la nostra e quella rom, è innegabile. Non pochi i casi di cronaca nera legati alla loro presenza. Droga, furti, prostituzione, piccola manovalanza mafiosa: chi nega, mente. Sapendo di mentire.

Dov’è, dunque, l’errore del sindaco? A priori! Nella decisione di destinare una cifra che avrebbe potuto alleviare le sofferenze di intere famiglie cosentine che non portano il pane sulla tavola a causa della crisi del mercato del lavoro. A loro sarebbero dovuti andare i fondi destinati, invece, all’esodo grasso dei rom. Tanto, quelli ritornano! Come hanno sempre fatto, e come continueranno a fare. Nonostante la dichiarazione che sottoscrivono al ricevimento della somma “spettante”. A detta del sindaco Occhiuto, questo “investimento” torna utile alla città che si libera di questo problema per sempre. Quale uragano di polemiche si abbatterà sulla città di Cosenza? Attendiamo carovane di pullman piddini da tutta Italia. Di quel PD che, senza vergogna, ha consegnato ai rom la capitale d’Italia, celebrandone non solo la presenza, ma, addirittura, la beatificazione dei morti. A Cosenza si scrive una pagina provocatoria, sulla scia della ormai storica cacciata dal territorio francese, di interi gruppi familiari rom. Piccola differenza, ma sostanziale: quei rom furono costretti a lasciare la Francia, i rom cosentini, invece, hanno già dichiarato che lasceranno, si, la tendopoli, ma che stanno “cercando casa” (a poco prezzo) nel centro storico della città calabrese. Pedata per pedata, il sindaco raccoglie quella più irridente.

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