Degrado, sballo e denunce: viaggio nell'ultimo rave milanese

Il degrado, lo sballo, le paure e le denunce dell'ultimo rave party milanese che ha coinvolto adolescenti da Francia, Spagna e Inghilterra

Degrado, sballo e denunce: viaggio nell'ultimo rave milanese

Una notte da incubo, una notte che non si può dimenticare. Sabato primo agosto, siamo a Milano in via Valvassori Peroni al civico 10. C'è un gran via vai di camper, camion, giovani, tutti sembrano essersi dati appuntamento qui, in un'area abbandonata di proprietà del comune, che da maggio 2011 viene continuamente occupata da gruppi appartenenti a centri sociali, sbandati, nomadi, disperati, ma anche da centinaia di adolescenti in attesa del grande evento: il rave party. Ci sono targhe francesi, inglesi e spagnole. Per i residenti compresi tra Città Studi e Lambrate inizia un'altra nottata d'inferno. Musica a palla, urla assordanti, riprese deliranti che riusciamo a mostrarvi grazie a un cittadino che con il cellulare filma tutto in diretta dalla finestra della sua abitazione.
Gli organizzatori entrano furbescamente da una sbarra del cancello che è solo appoggiata e da dentro spaccano i catenacci per far entrare i camion con generatori, service-audio e molto altro. Le bottiglie che ritroviamo sparse ovunque, i sacchi di immondizia pieni rasi di vetro dimostrano quantità enormi di alcolici consumati. Negli edifici fatiscenti, pericolanti e carichi di amianto vediamo sporcizia, vetri rotti, feci e sentiamo odori fortissimi. Nelle cantine poi ci sono siringhe e tracce evidenti di droghe.


La notte scorre tra le chiamate continue dei residenti che segnalano l'occupazione e lo sballo più totale, solo una persona riesce a dormire: il sindaco Giuliano Pisapia. Non a caso, pochi giorni dopo la sua elezione, davanti a questo cancello è stato appeso uno striscione che recitava: "Spazio occupato fanculo De Corato".
L'invito al rave girava già da diverse settimane su internet. Costo del biglietto 5 euro, più di mille i partecipanti. In zona i cittadini parlano ma non vogliono essere ripresi. A quanto dicono, tra gli organizzatori del rave ci sarebbero due persone residenti nel quartiere, che in questo modo guadagnano sulla pelle di giovani ragazzi. Alle 10.00 di domenica mattina, come da rito, arriva l'ambulanza che porta via qualcuno: a volte si tratta di un malore altre di peggio.


Regole zero, qui è terra di tutti e di nessuno, dove bisogna osare, l'eccesso non ha limite e nulla è vietato. E l'immagine di alcuni ragazzi che escono strafatti la mattina dai cancelli, muovendosi a rallentatore, diventa un visione di routine per i passanti.
Troppe le denunce finite nel silenzio: alla Prefettura, alla Questura, agli assessori, al Comando di Polizia locale, al Preside dell'istituto alberghiero adiacente all'area abbandonata e perfino alla Procura della Repubblica. Nessuno ci sente, nessuno risponde. Certo riqualificare l'area costa, intanto a pagarne le conseguenze sono gli abitanti. C'è chi propone di riqualificare l'area come spazio giovani, ritrovo culturale dove organizzare mostre o laboratori creativi. Nessuno però muove un dito.
Veniamo raggiunti da una pattuglia di vigili, segnaliamo il degrado e il passaggio attraverso cui la gente si introduce nell'edificio. Ci rispondono il Nuir, il nucleo di intervento rapido, provvederà a saldare la sbarra del cancello per bloccare il passaggio. Intanto il comune ha rimesso catenacci e lucchetti nuovi di zecca e ha chiuso lasciandosi alle spalle tutte le tracce del "dopo-rave", cosi' come ve le abbiamo mostrate.

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