50 euro per le primule: dopo il disastro, c'è il rimborso

Il Generale Francesco Paolo Figliuolo cancella definitivamente Arcuri: annula la raccolta fondi per le Primule e rimborsa l'unica donazione. Notevole il cambio di passo, oggi previste 500mila vaccinazioni

50 euro per le primule: dopo il disastro, c'è il rimborso

Si è definitivamente conclusa la stagione delle Primule volute dal precedente commissario emergenza Covid, Domenico Arcuri. A stabilirlo è stato il Generale Figliuolo il quale ha annullato la raccolta fondi che era stata ideata dal suo predecessore per poter finanziare i padiglioni.

Poco male dal momento che questi già erano stati cancellati per volere del premier Mario Draghi in quanto ritenuti troppo onerosi ma soprattutto inutili. Ogni Primula, infatti, avrebbe avuto un costo pari a 409mila euro. Non sorprende, dunque, se il progetto "Adotta una Primula" sia stata completamente ignorato dagli italiani. Questo prevedeva il programma di Arcuri: la possibilità per i cittadini di finanziare, tramite donazione, il costo di una Primula. In cambio, i donatori avrebbe ricevuto una "nota ufficiale di ringraziamento" da parte del Commissario, solo, però, con un aiuto pari o superiore ai 400 euro. Niente nota di ringraziamento per le somme inferiori. Se, invece, un cittadino avesse deciso di coprire completamente l'intero costo del centro vaccinale, avrebbe potuto vantarsi di avere una targa con il proprio nome esposta all'interno delle strutture.

Come riporta Il Tempo, la raccolta fondi è stato un fallimento completo. È arrivato un solo bonifico, dallo scorso 25 gennaio, sul conto corrente dedicato con un importo di 50 euro. Una sola donazione. Questo fa capire quanto fossero amate le Primule volute da Arcuri e disegnate dall'architetto Stefano Boeri. Non si è trattato di mancanza di solidarietà da parte degli italiani che al contrario, nella storia, hanno sempre risposto presente, come accaduto ogni volta che sono stati messi di fronte a catastrofi naturali, quanto più di totale mancanza di entusiasmo.

Immediata è stata la cancellazione della raccolta fondi da parte del commissario Figliuolo appena è subentrato ad Arcuri e anche il rimborso nei confronti del donatore. Come, allo stesso modo, è stato repentino il cambio di passo nelle vaccinazioni, sia da un punto di vista logistico che medico. Primule cancellate, al loro posto centri vaccinali nelle palestre, nelle fiere, negli aeroporti, davanti le stazioni ferroviarie e negli auditorium. Inoltre, grazie anche all'arrivo delle dosi, c'è stata una notevole accelerazione anche nella somministrazione. L'Italia, secondo la classifica aggiornata al 28 aprile, stilata da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi regionali) è settima tra i Paesi dell'Unione Europea per numero di somministrazioni ogni mille abitanti (311,40). Meglio di noi, tra i Paesi più grandi, solo Spagna (320,70) e Ungheria (574,30). Germania al nostro stesso livello mentre la Francia peggio.

Il piano di Figliuolo prevede che oggi vengano somministrate mezzo milione di dosi, precisamente 504mila. Si tratta di un obiettivo molto complicato da raggiungere dal momento che il picco si è registrato il 23 Aprile con 392mila vaccinazioni. In generale, non è mai stata superata la soglia delle 400mila somministrazioni in un giorno. Nulla è impossibile, soprattutto dopo il notevole arrivo di dosi dell'ultimo mese.

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