Processi fermi per coronavirus ma inchieste Consip e Open proseguono

Processi fermi per coronavirus ma le indagini proseguono su le indagini su Consip e la Fondazione Open. Su quest’ultima sarebbero emersi nuovi particolari

Anche i processi risentono dell’emergenza coronavirus. Con l’ultimo decreto, le udienze civili, penali e amministrative sono state rinviate al 15 aprile, con le relative sospensioni dei termini già adottate precedentemente fino al 22 marzo 2020. Così sono stati spostati anche quelli legati alla famiglia di Matteo Renzi e del cosiddetto “Giglio magico” Come riporta La Verità, ad esempio, l'udienza preliminare per i tre fratelli Conticini (tra cui vi è Andrea, cognato di Renzi, accusato di riciclaggio) per l’inchiesta Unicef non si terrà più l’8 aprile. Presso il Tribunale di Cuneo, invece, è stata annullata l'udienza fissata al 10 marzo del procedimento in cui è imputata Laura Bovoli, mamma dell’ex premier, per il concorso nel crac della "Direkta srl". In questo caso i magistrati volevano serrare il calendario in quanto uno dei giudici del collegio è in procinto di essere trasferito. Se ciò dovesse verificarsi prima della sentenza, il processo ripartità dal'inizio.

Discorso diverso per quella del processo Consip. In questo caso, l’udienza si è tenuta lo scorso 3 marzo per poi essere rinviata al prossimo 30 giugno. Il motivo, però, non è da ricercare nell’emergenza sanitaria. L’obiettivo è quello di riunire questo troncone dell'inchiesta con quello in cui il gip Gaspare Sturzo ha ordinato ulteriori indagini sugli imputati Luca Lotti ed Emanuele Saltalmacchia e sul conto di altri indagati, tra cui Tiziano Renzi, padre del leader di Italia viva.

Se ci sono processi rinviati, alcune indagini vanno avanti. Tra queste vi è quella sulla Fondazione Open. Il procuratore aggiunto Luca Turco e i militari della Guardia di finanza stanno esaminando cellulari e hard disk e tutte le carte sequestrate nei mesi scorsi.

Negli atti depositati per il Riesame vi sarebbe una informativa del 14 giugno 2019 nella quale la polizia giudiziaria segnala alcuni pagamenti ritenuti sospetti. “Investigativamente significativi risultano essere i seguenti soggetti economici che hanno emesso fatture nei confronti della fondazione”,si legge nel documento.

Nel materiale cartaceo è citata la "Eventi 6" della famiglia Renzi per una fattura del 2013 del’importo di 4.235 euro e le ricevute di 496.292 euro totali della Dot media, l'agenzia di marketing pubblicitario fondata da Patrizio Donnini e dall'ex compagna Lilian Mammoliti, entrambi indagati nell' inchiesta. Ma gli inquirenti, secondo La Verità, sarebbero particolarmente interessati alle parcelle della "Dori pubblicità Srl" di Borgo San Lorenzo. I finanzieri elencano quattro fatture del valore di 197.433 euro messe a bilancio alla voce “altra stampa” tra il 2012 e il 2016. Sembra di capire che nella documentazione ci sia traccia del lavoro della ditta in occasione delle primarie del Pd e delle kermesse della Leopolda ma non è chiaro se l'importo dei pagamenti sia congruo.

La stessa Dori pubblicità è citata anche nel fascicolo che riguarda il Giglio magico. Infatti nel procedimento sui Conticini c’è una segnalazione del febbraio dello scorso anno dell'agenzia di Rignano sull'Arno del Monte dei Paschi di Siena all'Unità d'informazione finanziaria della Banca d'Italia.

In questo caso al centro dell’attenzione ci sono due conti correnti intestati ad Andrea Conticini e Matilde Renzi e alla loro società Marc consulting Sas. Di questa, Conticini è socio accomandatario mentre la Renzi socia accomandante. Secondo i coniugi, il primo dei due rapporti è adibito alla “gestione delle necessita familiari correnti”.

Ma per Mps qualcosa non torna. Dall’analisi dei movimenti nei dodici mesi precedenti all’alert emerge che "il conto è stato alimentato dall' accredito di 13 incassi di ri.ba per 33.123,86 euro emesse a favore della società Dori pubblicità Srl, società che ha anche eseguito due bonifici per complessivi 2.727,71". La banca segnalante fa presente che la Dori pubblicità Srl è segnalata come società debitrice delle ricevute bancarie emesse dalla Sas.

Sul conto personale dei coniugi sono stati versati anche 33.665,10 euro da "Dot media", oltre a quelli della Dori. "Entrambe le società operano nel settore della pubblicità non compatibile con l'attività di rappresentante di commercio svolta dal Conticini ed incompatibile con scopo e natura del conto corrente", ha sottolineato il denunciante.

Questi, però, non sarebbero gli unici movimenti nel mirino. All’attenzione vi è un conto intestato alla Sas su cui parte della "provvista è stata creata mediante 15 incassi di ri.ba.", per un importo di 196.051,73, "emesse a favore della società Dori pubblicità Srl". Altri 136.945 euro di accrediti sono stati disposti dalla Eventi 6. La Verità ha provato a chiedere spiegazioni ai titolari della "Dori pubblicità" su tali operazioni, anche per condere la possibilità di controreplica, ma al momento non c’è stata nessuna risposta.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 17/03/2020 - 12:26

ma vorrei vedere ! con quello che paghiamo .....

Ritratto di ConteRaffaelloMascetti

ConteRaffaelloM...

Mar, 17/03/2020 - 12:50

Adesso la Lega dira' che il virus l'ha creato il PD per rallentare il processo Renzi