Quei sindaci che sfidano la legge per registrare figli di coppie gay

Sindaci d'Italia disposti a trascrivere i certificati di nascita riguardanti figli di coppie omogenitoriali. Dopo Chiara Appendino, ecco nuove adesioni

Quei sindaci che sfidano la legge per registrare figli di coppie gay

Quello di Torino ha aperto la strada, ma adesso sono tanti i sindaci che non vogliono essere da meno nella registrazione dei figli delle coppie omossessuali.

Una decina di primi cittadini del torinese si sono detti disponibili a registrare gli atti di nascita di questi bambini. La pratica è sostenuta da esponenti del Partito Democratico e del MoVimento 5 Stelle. Maria Grazia Grippo e Mimmo Carretta, entrambi del Pd di Torino, hanno approvato l'iniziativa di Chiara Appendino. Si sono aggiunti così i sindaci (tutti di centrosinistra) di Piossasco, Collegno, Caselette, Gassino, Borgano R.se, Chieri, Moncalieri, Beinasco, Settimo T.se, Nichelino. Un'alleanza ideologica e valoriale che non conosce confini di coalizione ed è aperta a chiunque, nel belpaese, si dichiari favorevole. Anche a "forzare la mano" rispetto alla legge vigente.

Per arrivare alla trascrizione non c'è altra via: bisogna oltrepassare quanto previsto dalle norme e dai moduli delle anagrafi. Specie nel caso in cui questi bambini non siano nati all'estero. Al limite passare per quelle che qualcuno ha definito "sentenze creative", ma solo in determinati casi, dato che qualche amministrazione sembrerebbe aver deciso di fare tutto da sola. I grillini, dopo la sfida lanciata dalla Appendino, hanno cominciato a muovere qualche ulteriore passo in avanti: aperture in tal senso, come riportato da Repubblica, sono arrivate dal sindaco di Venaria e da quello di San Mauro Torinese, due città amministrate dal partito guidato da Luigi Di Maio.

Il Piemonte non è solo. In queste ore è arrivata una notizia proveniente da Catania. L'amministrazione di centrosinistra ha trascritto due certificati di nascita, uno riguardante il figlio di due padri, l'altro relativo al figlio di due madri. Una iniziativa presa in autonomia, che anche in questa circostanza non è stata filtrata dalla pronuncia del tribunale. Mentre i genitori interessati, che spesso trovano il sostengo e l'approvazione di associazioni Lgbt o comunque di realtà associative molto attente all'estensione dei diritti civili, ringraziano e plaudono a quanto messo in campo da questi amministratori, il centrodestra storce il naso. La Lega è arrivata a chiedere le dimissioni del sindaco Enzo Bianco; Lucio Malan, vicesegretario vicario di Forza Italia al Senato, si è già pronunciato sul caso di Torino dichiarando l'atto "contrario alla legge"; Giorgia Meloni, dal canto suo, ha ribadito più volte la ferma contrarietà di Fratelli d'Italia.

Virginia Raggi non ha voluto discostarsi dalla sua collega torinese. A Roma, nei giorni scorsi, è stata registrata la figlia di una coppia omosessuale. Stessa cosa è successa a Gabicce Mare, nelle Marche, dove è stato trascritto l'atto di nascita di due gemelli figli di una coppia omogenitoriale. Due bambini nati negli Stati Uniti d'America.

La questione finisce per coinvolgere anche la liberalizzazione indiretta dell'utero in affitto, vietata in Italia, ma che in questo modo potrebbe passare in sordina nonstante l'art.12 della legge numero 40 del 2004. Alcuni di questi bambini, infatti, potrebbero non avere un legame genetico con i loro genitori. Altri invece sì, ma questi sindaci, in ogni caso, sembrerebbero voler sanare di loro pugno quello che riterrebbero essere un vuoto normativo. Primi cittadini alla riscossa, insomma, pur di approvare l'esistenza delle "nuove forme" di genitorialità.

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