Chiesti i domiciliari per l'omicida di Raciti, i sindacati: "Schiaffo alla polizia"

I legali di Antonino Speziale, l'ultras del Catania condannato per l'omicidio dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, hanno chiesto il trasferimento ai domiciliari per l'emergenza coronavirus. L'ira degli agenti: "È schiaffo alla Polizia"

"Legittima ma inaccettabile". Con queste due parole il segretario generale del sindacato di polizia Coisp, Domenico Pianese, commenta la richiesta di trasferimento ai domiciliari di Antonino Speziale, l’ultras del Catania che il 2 febbraio del 2007 uccise l’ispettore capo Filippo Raciti durante gli scontri esplosi alla fine del derby siciliano. "La richiesta di terminare la pena ai domiciliari secondo le nuove norme è legittima, ma del tutto inaccettabile secondo il buonsenso", mette le mani avanti il sindacalista all’indomani della proposta avanzata dai legali di Speziale, Giuseppe Lipera e Massimiliano Bellini.

Al 31enne condannato in Cassazione nel 2012 ad otto anni di reclusione per l’omicidio di Raciti, mancano da scontare nove mesi. Per questo gli avvocati hanno fatto istanza al magistrato di sorveglianza a Caltanissetta per poter trasferire l’ex ultras etneo nella propria abitazione. Alla base della richiesta non ci sono soltanto la buona condotta del detenuto, che gli ha consentito di beneficiare della liberazione anticipata di un mese e mezzo, ma anche l’emergenza coronavirus.

In questo momento, spiegano i legali di Speziale, il nostro Paese sta vivendo una"situazione disastrosa a causa dell'emergenza sanitaria ed economica dovuta alla pandemia mondiale determinata dalla diffusione del virus mortale Covid-19". Per questo motivo, per gli avvocati, sarebbe "di tutta evidenza" che "l'ultimazione della pena all'interno del carcere costituisca senz'altro un ostacolo insormontabile al potenziale e reale reinserimento di Speziale nella società". Intervistato dall’Adnkronos l’avvocato Giuseppe Lipera si è detto fiducioso che l’istanza venga "accolta applicando il principio di equità", anche e soprattutto "alla luce di quest'emergenza".

Da oltre sette anni Speziale sta scontando la sua condanna nel carcere di Caltanissetta. Minorenne all’epoca dei fatti, l’ultras del Catania è stato giudicato colpevole dell’omicidio dell’ispettore di polizia quarantenne, Filippo Raciti. Secondo i periti sarebbe stato lui a colpire l'agente con un lavandino divelto dai bagni dello stadio durante i tafferugli tra tifosi scatenatisi alla conclusione della partita Catania-Palermo.

"Lo Stato ha il dovere di tutelare chi ha sacrificato la propria vita per la difesa dell’ordine pubblico e della sicurezza della collettività: dire sì ai domiciliari per Speziale sarebbe uno schiaffo alla memoria di Filippo Raciti, ai suoi familiari, a tutti gli agenti delle Forze dell’Ordine", ha tuonato il segretario generale del Coisp. La richiesta di trasferire Speziale ai domiciliari e affidarlo al servizio sociale era stata presentata anche lo scorso anno e rigettata dal tribunale di sorveglianza di Palermo. I giudici l’avevano ritenuta inammissibile. Il termine della pena per il 31enne catanese è previsto per aprile 2021.

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