Ora gli abusivi tifano sardine: "Abbasso gli sgomb(e)ri"

All'ingresso dello stabile lo striscione che ha dato il benvenuto a Santori e compagni: "Viva le sardine, abbasso gli sgombri". Gli occupanti: "Ospitate con piacere"

Ora gli abusivi tifano sardine: "Abbasso gli sgomb(e)ri"

"Viva le sardine, abbasso gli sgombri". È questo il grande cartello che ha accolto ieri le sardine nel palazzo occupato di via Santa Croce in Gerusalemme 55 a Roma. I 150 delegati, che hanno promosso i flash mob dei pesciolini, in diverse città italiani si sono riuniti nello stabile occupato per definire il loro futuro.

Dopo aver riempito piazza San Giovanni con una grande manifestazione, Mattia Santori e compagni si sono ritrovati in un luogo già al centro delle polemiche: il palazzo occupato da un centinaio di famiglie dove lo scorso maggio l'elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski, entrò per togliere i sigilli ai contatori e riattivare la luce. Nell'ex sede dell'Inpdap di via Santa Croce in Gerusalemme, occupata abusivamente dall'ottobre 2013 da Action, ci sono anche un numerosi di ragazzini minorenni.

E qui le sardine sono state accolte con un grande striscione bianco con scritto "Viva le sardine, abbasso gli sgombri". La firma? Quella di Action, il movimento della sinistra extraparlamentare che ha sede proprio nel palazzo. Nello stabile occupato illegalmente, ieri si è tenuto il primo "congresso" nazionale delle sardine. "Abbiamo fatto quello che avevamo detto, tutti quelli che hanno organizzato sul territorio si sono ritrovati qui oggi. Primo obiettivo è tornare nelle piazze il prima possibile", aveva annunciato il leader Mattia Santori uscendo dallo stabile dopo ore di riunione. "Non faremo un partito, non ci sarà una candidatura. Continueremo a riempire le piazze e a lanciare i nostri messaggi di antifascismo, antirazzismo, contro l'odio verbale e per arginare Salvini, diciamolo chiaramente. Sicuramente appoggeremo la sinistra, ognuno nella sua libertà", aveva dichiarato Grazia De Sario, promotice del movimento delle sardine di Barletta.

Ma torniamo al palazzo occupato, sede del raduno dei pesciolini. Una scelta casuale? No. "Il messaggio che le Sardine volevano lanciare era l’intenzione di partire dal basso. Per questo la scelta è caduta su un palazzo occupato come il nostro", ha spiegato a TPI il portavoce di Spin Time Labs, l'associazione che svolge attività culturali nel palazzo. E l'accoglienza è stata calorosa come dimostra lo striscione. "Ieri non c'ero, sono tornato tardi da Parigi - ha spiegato all'Adnkronos uno dei pochi italiani residenti nel palazzo - ma abbiamo ospitato le sardine con piacere. Perché? Non siamo tenuti a dirlo. Ci hanno chiesto uno spazio e glielo abbiamo concesso volentieri. D'altronde, uno a casa propria ospita chi vuole". Già, a casa propria.

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