Ragazzi entrano nel registro di classe e tolgono le assenze

Le indagini sono state chiuse e gli allora minorenni adesso sono indagati. Diversi i reati di cui i colpevoli sono stati accusati

Dei ragazzi particolarmente portati per l’informatica hanno pensato bene di entrare nel registro di classe elettronico e modificarlo a loro piacimento. Magari togliendo qualche assenza qua e là. Sarebbero dieci gli studenti coinvolti nel giochetto e rischiano adesso da uno a quattro anni di reclusione.

Hanno cancellato le assenze

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli hacker in questione, al tempo dei fatti ancora minorenni, sarebbero riusciti a entrare nel registro elettronico della classe usando un trojan, in modo da poter accedere tranquillamente ai dati e poterli cambiare. In particolare sarebbero state cancellate delle assenze. I dieci sarebbero ora accusati di accesso abusivo a sistemi informatici, falsità in atti pubblici, danneggiamento di banche dati. Il trojan, nell’ambito della sicurezza informatica, è un dispositivo che permette di entrare in un computer senza dare nell’occhio e, come l’epico cavallo di Troia, entra nel sistema senza mostrare il suo vero fine.

Pena dimezzata perchè i ragazzi erano minorenni

In questo specifico caso quello di violare il registro di classe. Allo stesso modo i ragazzi sarebbero potuti entrare nei registri dei professori e modificare i voti presi. Fortunatamente per loro, all’epoca dei fatti erano tutti minorenni, e quindi la pena che rischiano verrà comunque dimezzata rispetto a quella che merita chi compie reati di hackeraggio. Filippo Focardi, il pubblico ministero della procura presso il tribunale dei minori di Firenze, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini ai dieci ragazzi coinvolti nell’inchiesta.

Come riportato da il Tirreno, gli studenti sono imputati, a vario titolo, di accesso abusivo a sistemi informatici, falsità materiale in atti pubblici, danneggiamento di banche dati dello Stato. Non sono tutti maschietti tecnologici, tra loro vi è anche una ragazza. La polizia postale, durante l’indagine, ha rilevato che gli alunni erano riusciti prima a conoscere le password usate dai professori sui computer e, una volta in loro possesso, a entrare nel sistema. Alcuni loro compagni avrebbero chiesto a questi di cancellare dal registro di classe le assenze non giustificate. Altrimenti in breve tempo sarebbe partita una segnalazione ai genitori dei ragazzi che avevano bigiato le lezioni. Sembra che qualcuno rischiasse anche di dover ripetere l’anno scolastico.

Alla fine del mese di marzo dello scorso anno il preside si sarebbe però accorto che qualcosa non andava e avrebbe avvertito le forze dell’ordine. Da quel momento sono partite le indagini. I sospettati sono stati tutti interrogati e gli agenti hanno così capito chi sono gli hackers che sono entrati illegalmente nel documento e chi invece i compagni che hanno chiesto di essere aiutati dal gruppetto.

Commenti

Divoll

Ven, 14/02/2020 - 19:29

Due annetti se li meriterebbero comunque. Dura lex, sed lex.

cgf

Ven, 14/02/2020 - 20:40

IO condannerei i professori