Cronache

Rapine col kalashnikov, sgominata l'organizzazione

Colpi ai portavalori e alle banche, arresti in Campania, Puglia e Veneto, nei guai 19 persone: preparavano un colpo in Germania, sventato dagli inquirenti

Rapine col kalashnikov, sgominata l'organizzazione

Un’operazione in grande stile, conclusa con la collaborazione delle forze dell’ordine tedesche, ha consentito alla polizia italiana di stringere le manette ai polsi dei diciassette presunti componenti di una banda dedita alle rapine ai danni dei portavalori blindati e delle banche.

Sono cinque i colpi che la banda, attiva tra la Campania e la Puglia, è riuscita a mettere a segno. Quello fatale, che ha consentito agli inquirenti di sgominare la banda, è stato l’ultimo, un assalto a un portavalori in autostrada, all’altezza del comune di Fisciano, in provincia di Salerno, avvenuto nel febbraio scorso.

Le indagini, coordinate dalle Procura del tribunale di Nocera Inferiore e condotte dai poliziotti del Servizio Centrale Operativo insieme ai colleghi delle Squadre Mobili di Salerno e di Foggia, hanno convinto il giudice per le indagini preliminari a emettere diciassette ordinanze di custodia cautelare, otto delle quali in carcere, nove ai domiciliari. Per altri due indagati, invece, è stata disposta la misura dell'obbligo di dimora.

Nella mattinata di oggi, i poliziotti hanno notificato i provvedimenti giudiziari tra Salerno, Napoli, Foggia e Veneto. Ma alcuni dei presunti rapinatori non erano più in Italia ma avevano raggiunto la Germania. Qui, stando a quanto scoperto dagli inquirenti, stavano preparando un altro colpo. Che però, grazie allo scambio di informazioni dai poliziotti italiani ai colleghi tedeschi, è saltato, con il fermo dei sospetti.

La banda è stata sgominata grazie alle intercettazioni, ambientali e telefoniche, che hanno consentito agli inquirenti di ricostruire i ruoli interni e i piani de sodalizio criminale. La cui composizione è risultata abbastanza variegata: gli indagati, infatti, sono campani, pugliesi e albanesi.

L’accusa, per tutti, è quella di aver allestito e preso parte – in differenti posizioni e con varie responsabilità – a un’organizzazione transnazionale dedita alle rapine ai danni di portavalori e istituti di

credito. Sono cinque gli episodi che vengono ricollegati alle attività della banda, consumatisi tra Salerno, Napoli e Foggia. Nel modus operandi dei rapinatori l'utilizzo frequente di armi da guerra, come i fucili kalashnikov.

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