Scriveva Giuseppe De Bellis: «C'è una solidarietà invisibile e schiva. Ma presente. C'è una solidarietà che ha non ha facce, ma firme e pensieri. C'è una solidarietà che si nasconde per non essere protagonista, per dare il suo contributo senza avere bisogno di sentirsi dire grazie». A migliaia arrivano al Giornale messaggi d'affetto e cordoglio». E soldi per gli orfani dei soldati caduti a Nassirya, a Kabul e su tutti fronti di guerra: «Eroi dell'era moderna.
Grazie, abbiamo riscoperto i valori della nostra Italia» scrive un lettore, Silvano Cozzi. Sono pezzi di un Paese commosso e solidale: «Quella parte d'Italia silenziosa che apre il cuore e il portafogli per stringersi attorno a chi ha perso un figlio, un marito, un papà in divisa». L'orgoglio di essere noi.
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