Mix e richiamo: attenzione alle nuove regole per AstraZenca e J&j

Il ministero della Salute, attraverso una circolare, apre alla possibilità di completare il ciclo con lo stesso vaccino e spiega quando usare J&J

Cambia tutto: attenzione alle nuove regole per AstraZenca e J&j

Il Comitato Tecnico Scientifico si è espresso positivamente riguardo la possibilità di effettuare il richiamo del vaccino con AstraZeneca. Una possibilità certificata dal ministero della Salute il quale in una circolare diramata il 18 giugno scrive che gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose del vaccino anglo-svedese hanno diritto a completare il ciclo sempre con lo stesso, evitando così il mix di vaccini. Sarà necessario però fare un colloquio medico e firmare un modulo in cui si certifica la propria volontà.

"Qualora un soggetto di età compresa tra i 18 e 59 anni, dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino Vaxzevria, pur a fronte di documentata e accurata informazione fornita dal medico vaccinatore o dagli operatori del Centro vaccinale, sui rischi di Vitt, rifiuti senza possibilità di convincimento, il crossing a vaccino a mRNA"- viene scritto nella circolare - "il CTS ritiene che, nell'ambito delle indicazioni che provengono dalle autorità sanitarie del Paese e dopo acquisizione di adeguato consenso informato, debba essere garantita l'autonomia nelle scelte che riguardano la salute dell'individuo".

"Come ulteriore considerazione, si sottolinea che, in questa circostanza, vi è da considerare - spiega ancora la disposizione firmata da Giovanni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero - "anche il beneficio derivante dall'annullamento del rischio connesso alla parziale protezione conferita dalla somministrazione di una singola dose di Vaxzevria". Vale a dire, in questa maniera si annulla il rischio che il vaccinato con la sola prima dose AstraZeneca non si sottoponga alla seconda.

Inoltre, sottolinea ancora il Cts, "i fenomeni tromboembolici sono meno frequentemente osservati dopo somministrazione della seconda dose". Secondo le stime provenienti dal Regno Unito, in questo caso, ci sono 1,3 casi per milione che "corrisponde a meno di un decimo dei già rari fenomeni osservati dopo la prima dose". A oggi, in Italia, dopo la seconda somministrazione di Vaxzevria, non sono stati registrati casi di Vitt.

Non si tratta dell'unica novità comunicata dalla circolare. Sono stati dati dei chiarimenti riguardo le modalità d'uso del vaccino Janssen (gruppo Johnson&Johnson). Raccomandato agli over 60 e non solo. Qualora il rapporto rischi-benefici risulti favorevole anche in under 60 nei quali la vaccinazione monodose è preferibile, secondo le linee guida del ministero, ben venga la sua somministrazione. "Il Cts ha raccomandato il vaccino Janssen per soggetti di età superiore ai 60 anni, anche alla luce di quanto definito dalla Commissione tecnico scientifica di Aifa" è quanto scritto nel parere. Questo perchè si tratta di un vaccino adenovirale come AstraZeneca e per questo anche J&J vale lo stesso principio di precauzione nei confronti della popolazione più giovane.

Allo stesso tempo però, prosegue il testo: "Il Cts ha inoltre previsto la possibilità che si determinino specifiche situazioni in cui siano evidenti le condizioni di vantaggio della singola somministrazione, e che, in assenza di altre opzioni, il vaccino Janssen andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del Comitato etico territorialmente competente". In particolare, in caso di campagne vaccinali specifiche per popolazioni chiamate "hard to reach", vale a dire non stanziali o caratterizzate "da elevata mobilità lavorativa". In questo il rapporto rischio/beneficio della somministrazione del vaccino Johnson&Johnson nei soggetti al di sotto dei 60 anni "potrebbe risultare favorevole".