Rischio chimico: Conad richiama lotto di filetti di alici

Il provvedimento, a scopo precauzionale, riguarda un lotto di alici all'olio d'oliva in vasetti di vetro da 150 grammi a marchio Conad. I clienti possono portare il prodotto in qualsiasi punto vendita per la sostituzione o il rimborso

I controlli sugli alimenti che portiamo in tavola continuano anche in prossimità delle feste di Natale. Nelle scorse ore è lanciato un nuovo avviso di richiamo di prodotti alimentari potenzialmente pericoli per la salute dei consumatori. Il ministro della Salute sul proprio sito ha comunicato il ritiro dagli scaffali dei negozi di un lotto di filetti di alici per possibile rischio chimico per i consumatori.

La nota dà conto di un richiamo effettato dalla catena della grande distribuzione Conad in tutti i supermercati di proprietà. Il richiamo riguarda i “Filetti di Alici” all'olio di Oliva confezionati dalla ditta Zartotti s.p. a., con sede a Parma, nello stabilimento Poseidon SH. P. K. di Shengjin, in Albania, e venduti a marchio Conad in vasetti di vetro da 150 grammi.

Il lotto in questione è MT189 con data di scadenza fissata al 08/10/2020. Come si legge nell’avviso del ministero, il richiamo è stato disposto dalla stessa azienda in via precauzionale in quanto non è certo che il problema segnalato interessi tutti i vasetti. Nel corso di esami effettuati su campioni del prodotto in autocontrollo è stata riscontrata la presenza di istamina oltre i limiti consentiti dalla legge nelle confezioni.

Conad ha già avviato il ritiro della merce non ancora venduta ed ha invitato i clienti che hanno acquistato i filetti di alici appartenenti al suddetto lotto a non consumarli. La catena di grande distribuzione, oltre a scusarsi per il disagio provocato ai clienti, ha garantito che i vasetti possono essere portati in qualsiasi punto di vendita Conad che provvederà alla sostituzione con altro prodotto o al rimborso.

L'istamina è una delle sostanze implicate nell'intossicazione sgombroide. La sindrome sgombro è una patologia che deriva proprio dall’ingestione di pesce alterato che contiene istamina che, però, spesso non viene diagnosticata correttamente perché i sintomi vengono confusi con quelli legati all'allergia alimentare. Solitamente i sintomi sono molto fastidiosi ma non gravi e possono andare da nausea, vomito e diarrea ai rush cutanei. Normalmente si risolvono in breve tempo.

Molti sono gli alimenti che contengono istamina ma il quantitativo di questa sostanza aumenta soprattutto in seguito ad alcuni trattamenti a cui vengono sottoposti gli stessi cibi. Questa sostanza richiede delle condizioni particolari per potersi sviluppare, tutte presenti nei casi in cui i prodotti vengano sottoposti a stagionatura, fermentazione, maturazione o prolungata conservazione in magazzino.

I cibi che contengono più istamina sono formaggi, salame e speck, vino rosso e spumante, pesce e frutti di mare, salsa di soia, ketchup e aceto, crauti, lievito ma anche alcuni ortaggi tra cui pomodori, spinaci e melanzane. Massima attenzione al pesce, soprattutto a quello in scatola come tonno, sgombro, sardine e aringhe: se conservato troppo a lungo o in maniera scorretta, può provocare problemi alla nostra salute a causa dell’alta presenza di istamina.

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Commenti
Ritratto di Friulano.doc

Friulano.doc

Sab, 21/12/2019 - 21:42

Mannaggia! Ho sempre sostenuto che le sardine sono tossiche!

Sadalmelik758

Dom, 22/12/2019 - 00:31

Alici=sardine.