Rivoluzione per gli agenti immobiliari, nuova vita alle seconde case

Il fenomeno degli affitti brevi è diventato un’opportunità di investimento. E con la nuova legge europea anche un affare per i professionisti della categoria

Strano destino per il mercato delle seconde case. A migliaia, situate in località che non sono al top dell’appetibilità, sono diventate un fardello per i proprietari, oberati da una tassazione pesantissima che, tenendo poco conto del reale valore di mercato, le tratta alla stregua di preziose fonti di reddito, deprimendo il mercato. Tanti altri immobili, grazie al boom del mercato degli affitti brevi, sono diventati una forma di investimento finanziario sempre più diffuso: si calcola che siano 500mila le case affittate con questa modalità. Il caso Airbnb fa scuola: nel 2018 il portale turistico ha fatto registrare crescite delle prenotazioni che vanno dal +11% di Firenze al +19% di Roma. Il Sole24Ore a gennaio ha però anche registrato i primi segnali di saturazione del mercato. Comprare un immobile per affittarla per brevi periodi può dunque essere un affare, ma i rischi non mancano: bisogna saper scegliere il tipo di appartamento e la località e saper raggiungere e gestire una clientela di passaggio, con il vantaggio di evitare il problema della morosità ma dovendo sottostare a una precisa regolamentazione. L’attività, specie se si possiede più di un appartamento, può non essere alla portata di tutti.

Ecco perché si sta sviluppando in modo impetuoso il business del “property management”: si tratta di società con team legali specializzati che gestiscono in toto le proprietà in affitto per conto dei proprietari dell’immobile. E’ un settore che cresce del 10 per cento l’anno. Italianway, una startup milanese nata nel 2015, ha creato un network di property management e nel capoluogo lombardo è arrivata a gestire 500 appartamenti, diventando il primo collettore di imposta di soggiorno a Milano e il primo per la cedolare secca. Da pochi giorni l’approvazione della legge europea sta aprendo il settore anche agli agenti immobiliari, innescando inevitabilmente la concorrenza. La norma è stata salutata con grande favore dalla maggiore federazione del settore, la Fiaip: “Per noi è una grande occasione perché – dice al Giornale.it il presidente Gian Battista Baccarini – significa poter finalmente trasformare le agenzie immobiliari in multidisciplinari, fornendo servizi affini all’immobiliare, inclusa la gestione di un affitto. Con i property manager si potrà collaborare”.

E i “colleghi” non sono preoccupati. “E’ una buona riforma -gli fa eco Davide Scarantino, fondatore di Italianway- molti associati alla nostra rete sono agenti immobiliari per completare la formazione e diventare imprenditori del turismo”. “Servirà a poco -commenta invece Bruno Vettore, consulente per il settore immobiliare- se gli agenti non sapranno adeguare la propria formazione e le tecnologie”. Dell’allargamento del mercato potrebbe comunque beneficiare anche l’utente, sia chi vuole investire in una seconda casa da affitto breve, che avrà più professionisti a disposizione, sia chi usufruisce di case vacanza per un soggiorno e magari vedrà crescere l’offerta, magari anche oltre il dominio di Airbnb.

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