Rutilio Sermonti, l'ideologo di "Aquila Nera"

Novantaquattro anni, ex combattente nella Repubblica sociale, artista e intellettuale: sarebbe lui la mente dietro il progetto della nuova costituzione di stampo neofascista

Rutilio Sermonti
Rutilio Sermonti

Novantaquattro anni, una guerra mondiale, una storia di artista e intellettuale, ma soprattutto una sola fede: quella fascista. Questo il profilo di Rutilio Sermonti, l'uomo che secondo gli inquirenti sarebbe l'ideologo di "Avanguardia ordinovista", il gruppo di ispirazione neofascista che avrebbe elaborato un piano per "minare la stabilità sociale attraverso atti violenti nei confronti di obiettivi istituzionali e, in un secondo momento, di partecipare alle elezioni".

Sermonti, secondo quanto riporta la pagina Wikipedia a lui dedicata, ha combattuto prima da sottufficiale nel Regio Esercito durante la Seconda Guerra Mondiale e poi come ufficiale nella Repubblica di Salò. Classe 1921, dopo la guerra è stato tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano, in cui rappresentò l'ala destra, contraria a qualsiasi accordo con la Dc. Negli anni Cinquanta fece parte del Centro Studi Ordine Nuovo, elaborando teorie legati allo studio della storia e delle scienze naturali.

Dopo lo scioglimento del MSI e la fondazione di AN, non aderì alla svolta di Fiuggi, ma aderì all'MSI-Fiamma Tricolore di Pino Rauti.

In una recente intervista al Resto del Carlino di Ascoli, ricordava con ammirazione la propria giovinezza sotto Mussolini: "La sua grandezza era quella di saper affrontare i problemi e utilizzare ciò che aveva a disposizione. Ha usato sindacati e agricoltori e ciò che già c’era, ma ha infuso uno spirito diverso. Lo stato organico è lo stato in cui ogni forza esistente ha la sua funzione, esiste ed è rappresentata: il cervello in un corpo è utile come i piedi. Fare unità, qualcosa che unisce uomini, donne e associazioni e ne fa uno strumento per il bene della nazione. Ricordo con grande emozione quando ho giurato davanti al Duce, nello stadio dei Marmi a Roma".

Ora è indagato con l'accusa di essere stato incaricato di stilare "una nuova costituzione repubblicana basata su un ordine costituzionale di ispirazione marcatamente fascista".

Sermonti vene accusato inoltre di aver "incitato i sodali del gruppo all'offensiva" sostenendo che non sia più indispensabile "l'assalto delle masse, ma sufficiente l'azione di pochi, decisi, poco visibili e coraggiosi'".

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