"Non finirà come con Yara...": il destino di Saman

Il comandante che coordina le ricerche: “Ce la stiamo mettendo tutta”

"Non finirà come con Yara...": il destino di Saman

Un gran dispiegamento di forze, tutti in campo per riuscire a trovare Saman Abbas, la 18enne pakistana scomparsa ai primi di maggio. Il comandante della compagnia di Guastalla, Luigi Regni, si sta occupando di coordinare le ricerche, utilizzando tutto il possibile: elettromagnetometro, droni, complesse operazioni di ingegneria, cani molecolari, escavatori e tanta precisione e attenzione anche nello smuovere il terreno. Qualsiasi cosa pur di ritrovare Saman, o quel che ne rimane.

Le forze in campo per trovare Saman

Intervistato dal Corriere, il militare ha spiegato la funzione dell’elettromagnetometro, uno strumento che solitamente i carabinieri non hanno disposizione, “ma ci siamo rivolti a una ditta di Reggio Emilia che ci ha messo a disposizione un team di ingegneri. Utilizziamo anche droni di rilevamento altimetrico in grado di indicare dove la terra è stata smossa di recente”. Come spiegato dal comandante, il drone scansiona la terra dall’alto e arriva a 4-5 metri di profondità, indica quindi se nel terreno vi sono presenti delle anomalie. Fino a questo momento sono però stati segnalati solo falsi allarmi: “Ieri un sasso, un’altra volta una nutria sotterrata. Una volta fatte le scansioni, i dati vengono analizzati e dopo 24- 48 ore arrivano gli esiti”.

Poi, ogni anomalia segnalata dal drone deve essere verificata in modo molto accurato e preciso, evitando il rischio di compromettere la scena qualora venga ritrovato il corpo della ragazza. Regni ha proseguito precisando che a quel punto vengono tolti “i primi 30-40 centimetri di terra, poi facciamo dei minicarotaggi, intervengono le unità cinofile del comando di Bologna e l’elettomagnetometro. Se il cane avverte qualcosa si siede e a quel punto scaviamo con un piccolo escavatore. Nel frattempo con l’elettromagnetometro a mano le serre vengono battute palmo a palmo, non possiamo utilizzare il drone con elettromagnetometro perché i telai in ferro interferiscono. Solo ieri abbiamo verificato 10 anomalie”.

Yara venne ritrovata dopo 3 mesi

L’area da esaminare è vastissima, si è parlato inizialmente di 80-90 ettari e, come sottolineato dal carabiniere, non ci si può permettere un altro caso Gambirasio. Il corpo della piccola Yara venne infatti ritrovato dopo ben tre mesi di ricerche. Intanto, “un altro team si occupava delle indagini, di analizzare le telecamere. A quel punto abbiamo circoscritto un’area più ristretta a ridosso dell’azienda agricola, su cui stiamo lavorando ora: il tempo impiegato dagli indagati ci dice che non possono essersi allontanati molto. Ma se non troveremo nulla ci allargheremo ancora, torneremo nella porcilaia e nei fossi. Tutto quello che si può fare lo faremo”. Tanti gli uomini impiegati nelle operazioni, almeno una ventina per ogni turno. Da ieri è arrivato anche il personale di rinforzo del Quinto Reggimento carabinieri di Bologna. Una forza in più, tutti uniti da un unico obiettivo: ritrovare il più presto possibile il corpo della povera Saman.