Ecco la mossa della Sardegna: via libera alle Messe

Dando prova di una grande fiducia nel popolo sardo, il presidente della Regione decide di far ripartire l'isola, in forte difficoltà a causa delle limitazioni imposte dal governo a causa dell'emergenza Coronavirus. Via libere anche alle messe, ma i prelati prendono le distanze

Ecco la mossa della Sardegna: via libera alle Messe

Con un numero di contagi contenuto rispetto ad altre zone d'Italia (1.315 persone risultate ad oggi colpite dal Sars-Cov-2), la Regione Sardegna è quasi ad un passo dall'essere Covid-free, ed il presidente Christian Solinas, segretario del Partito Sardo d'Azione ed esponente del centro-destra, è più che mai intenzionato a far ripartire l'isola.

A riaprire non soltanto molte attività commerciali, ma anche le chiese, rimaste fuori dalla Fase 2 presentata dal premier Conte (fatto questo, che non aveva mancato di scatenare forti polemiche ed attriti).

Proprio oggi il governatore della Sardegna ha dichiarato alla stampa: “Il virus è ancora presente, e non bisogna abbassare la guardia. C'è l'esigenza di restituire al popolo sardo la graduale ripresa delle proprie attività personali ed economiche. La serrata, necessariamente prolungata fino ad oggi per proteggere la salute pubblica, ha generato problemi non solo nel tessuto sociale ed economico, ma anche turbato profondamente lo stile di vita e le abitudini dei cittadini. Occorre, dunque, ripartire, con estrema prudenza e con l'osservanza di norme che assicurino ancora il necessario distanziamento”, sono state le sue parole, come riportato da “L'Unione Sarda”.

Proprio per favorire la ripresa dell'isola, il presidente ha deciso di firmare una nuova ordinanza, lanciando una sfida al governo. Dando prova di grande fiducia nei confronti dei propri cittadini, il governatore ha deciso di far riaprire parrucchieri ed estetisti (dall'11 maggio), mercati rionali ed agenzie immobiliari. Bar e ristoranti, che al momento possono lavorare solo da asporto, potrebbero addirittura veder arrivare il via libera dal 18 maggio.

Le spiagge restano ancora interdette, mentre i centri commerciali potranno restare aperti anche la domenica. Il tutto, naturalmente, se saranno indossate le mascherine e rispettate le norme di sicurezza ormai note.

Fondamentale la questione messe, che saranno nuovamente aperte, almeno in Sardegna. “In armonia con il Dpcm che ha sospeso le cerimonie civili e religiose ma non le funzioni religiose - ed esiste, nell'ordinamento giuridico italiano, una netta distinzione tra cerimonia, funzione e pratica religiosa - consentiamo lo svolgimento delle funzioni eucaristiche ordinarie con obbligo di distanziamento tra le persone, divieto di assembramento e l'obbligo di indossare idonei dispositivi di protezione”, ha dichiarato il presidente della Regione, come riportato da “Repubblica”.

Ad ogni vescovo, fa sapere Christian Solinas, sarà demandata “la garanzia del rispetto delle prescrizioni e l'adozione di appropriate linee guida sul contingentamento degli accessi e lo scaglionamento delle funzioni nell'arco della giornata”. Una presa di posizione, quella del governatore, che anticipa di fatto l'accordo fra Cei e governo atteso per il prossimo 24 maggio, e che non sarà probabilmente priva di conseguenze.

Titubanti i religiosi sardi, che sembrano in certo senso prendere le distanze da quanto affermato dal presidente della Regione. “I vescovi sardi, pur apprezzando l'attenzione che il Presidente Solinas ha rimarcato nella conferenza stampa di oggi verso l'apertura delle chiese alle 'celebrazioni eucaristiche', si riservano di leggere e valutare il testo dell'ordinanza regionale che verrà firmata, tenendo conto che non sono stati consultati precedentemente e che decisioni di questo tipo competono unicamente all'Autorità ecclesiastica”, ha dichiarato monsignor Antonello Mura, presidente della conferenza episcopale sarda.

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