Sciopero della fame davanti l'Ariston. La protesta contro i 5mila euro di multa

Il clarinettista Marco Fusi ha improvvisato uno sciopoero della fame e della sete, davanti al teatro Ariston di Sanremo, contro un verbale da 5.000 euro strappato dai vigili che gli contestavano di suonare per strada senza autorizzazione

Sciopero della fame davanti l'Ariston. La protesta contro i 5mila euro di multa

Si è ammanettato e incatenato, davanti al teatro Ariston di Sanremo, improvvisando uno sciopero della fame, in segno di protesta contro quel verbale da 5.000 euro che la polizia locale ha strappato, nell'agosto del 2017, perché sorpreso a suonare per strada, esponendo alcuni cd rom con le proprie canzoni.

Protagonista è il clarinettista e compositore musicale Marco Fusi, originario di Erba, in provincia di Como. In seguito a quella sanzione, il musicista fece immediato ricorso al sindaco di Sanremo, tramite il proprio legale, l'avvocato Marco Di Domenico, contestando l'illegittimità del verbale.

"Nonostante abbia più volte sollecitato una risposta - afferma Fusi - la multa non è stata annullata e non so neppure che decisione sia stata presa nei miei confronti". L'avvocato sostiene, tra l'altro, che una Legge della Regione Liguria consente la vendita dei "frutti" del proprio ingegno, pertanto ritiene che la sanzione amministrativa debba essere annullata. "Ad aggravare la situazione - avverte Di Domenico - c'è il fatto che, nell’ipotesi di un ricorso respinto, la sanzione possa essere rideterminata dal sindaco, rischiando di arrivare, in teoria, fino a 15mila euro".

Da agosto del 2017, dunque, il sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, non si è ancora espresso, lasciando il musicista: "Tra coloro che stan sospesi - aggiunge il legale - in attesa di un provvedimento di archiviazione o di rideterminazione della sanzione". Fusi, dal canto suo, sostiene di aver cercato in ogni modo il dialogo con le autorità: "Ma di fronte alla sordità delle istituzioni - dichiara - sono stato costretto a questa forma estrema di protesta non certo nei confronti del Festival, ma contro l'ipocrisia di una cultura istituzionale che da un lato criminalizza l'arte e dall'altro la usa per promuovere, una volta all'anno, Sanremo come città della musica".

La singolare protesta non è certo passata inosservata, con le forze dell'ordine che gli hanno intimato di lasciar libero il campo, pena provvedimenti di ordine giudiziario nei suoi confronti. Fusi, però, ha detto di voler continuare e, per questo motivo, nel primo pomeriggio è stato portato in caserma.

In questi giorni di Festival, infatti, Sanremo risulta più che blindata, specie la zona rossa attorno al Teatro Ariston, per accedere alla quale in alcuni momenti della giornata è necessario valicare dei veri e propri check point, con controlli tramite metal detector, che rendono gli ingressi ancora più selezionati. La protesta di Fusi è iniziata, questa mattina, quando si è ammanettato a una transenna di piazza Mameli, dando così il via a uno sciopero della fame e della sete a oltranza.