"Troppi casi", "Pensi ai suoi di sindaci": è lite Salvini-Mastella

Il sindaco di Benevento rispedisce al mittente le accuse chiedendo al leader della Lega di occuparsi della Lombardia

"Troppi casi", "Pensi ai suoi di sindaci": è lite Salvini-Mastella

“Anche se il sindaco Clemente Mastella e il governatore Vincenzo De Luca si offendono ho il dovere di segnalare i problemi di Benevento e di tutta la Campania tra case di riposo con record di infettati, personale senza protezione, medici e infermieri stremati”. Parte di nuovo all’attacco il leader della Lega Matteo Salvini, che già nei giorni scorsi si era scontrato con il primo cittadino della città sannita. Adesso, l’ex ministro dell’Interno punta l’indice su due ospedali vuoti e chiusi, quelli di Cerreto sannita e San Bartolomeo in Galdo, oltre al nosocomio di Sant’Agata de’ Goti, che “potrebbe funzionare meglio”.

Salvini non fa sconti e critica la gestione sanitaria campana in piena emergenza Coronavirus. In precedenza il litigio con il sindaco Mastella era avvenuto sui casi dei centri di cura per gli anziani Villa Margherita di Benevento e Centro Minerva di Ariano Irpino, diventati focolai di Covid-19. Il primo cittadino aveva risposto in maniera stizzita. “È davvero incredibile – aveva detto Mastella – quasi inconcepibile, che Salvini si occupi delle vicende della Casa di Cura Villa Margherita di Benevento e di quelle del Centro Minerva di Ariano Irpino, mentre, invece, trascuri, assieme ai suoi responsabili regionali. E questo mentre avviene un attacco al sistema della Sanità regionale da parte di molti sindaci della Lombardia".

Insomma, un duello a distanza che non ha una fine. D’altronde ad attaccare era stato anche il sindaco Mastella quando il leader della Lega era in strada a Roma. Nonostante Salvini si era giustificato asserendo che era fuori per la spesa, il primo cittadino aveva bollato l’atto come “irresponsabile”. Intanto, in Campania si stanno sperimentando nuove procedure per effettuare i test per il Coronavirus più in fretta. Il paziente con la sua macchina arriva in uno slargo indicato dalla struttura ospedaliera di riferimento, si ferma in un punto preciso dove ad attenderlo ci sono due infermieri e un medico e, senza scendere dall’autovettura, si sottopone al test del tampone per verificare se è stato contagiato dal Covid-19.

Tutta l’operazione dura appena cinque minuti, contro le circa tre ore necessarie per effettuare la stessa procedura a domicilio. Si tratta del cosiddetto “Casello tampone”, un esperimento già andato a buon fine in Germania e, in Italia, in Toscana ed Emilia Romagna. In tre giorni l’Asl Napoli 2, che ha lanciato il servizio, ha effettuato ben 150 test. L’Azienda sanitaria locale ha fatto entrare in funzione altre tre ambulanze sul territorio, per effettuare i tamponi a domicilio, ma l’idea del “Casello tampone” permette di accorciare i tempi e gestisce con estrema sicurezza l’intero procedimento facendo crescere il numero dei tamponi effettuabili in un giorno. Il servizio, comunque, non è alternativo a quello garantito dal 118 a casa dei pazienti, ma va a completare un’offerta già funzionale.

Il “Casello tampone” è allestito presso l’ospedale di Giugliano in Campania, nell’area di Napoli Nord; grazie ai buoni risultati raggiunti, già dalla prossima settimana raddoppierà l’attuale postazione e si sta programmando l’apertura di un ulteriore servizio analogo in un’area adiacente all’ospedale di Pozzuoli. L’accesso all’area del “Casello tampone” è esclusivamente riservato ai soli pazienti selezionati dall’Asl. Per evitare eventuali disordini, la polizia di Stato ha messo a disposizione un proprio presidio che è presente per l’intera durata delle attività dei sanitari.

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