Scoperta fabbrica-lager nel Cavanese: operai pagati 30 centesimi ora

Scoperto un laboratorio-lager nel Cavanese dalla guardia di finanza: operai segregati e senza bagni pagati 30 centesimi ad ora

Operai schiavizzati e trattati alla stregua di animali da porcile all'interno di una fabbrica tessile. Questa la rabbrividente scoperta fatta dalla guardia di finanza di Torino nella giornata di martedì 21 novembre,

Un vero e proprio lager, di quelli da fare concorrenza alla sceneggiatura del romanzo Radici di Alexis Haley ma senza alcuna trama fantasiosa. L'orrore si consumava lì, a due passi dal capoluogo piemontese, nella zona compresa tra la Serra di Ivrea e le Alpi Graie, al confine con la Valle d'Aosta. Uno stretto lembo di terra al confine tra due regioni dove due imprenditori avevano deciso di segregare decine di manovali, delle più disparate nazionalità, all'interno di un prefabbricato angusto e fatiscente.

Il grosso laboratorio era stato allestito (alla buona) vicino al centro di Montalenghe, nell'area centrale del Cavanese, a due passi dal lago di Candia. Un gulag dove erano rinchiusi numerosi operao cinesi, italiani e rumeni sottoposti a ritmi di lavoro estenuanti per un salario di soli 150 euro mensili; 30 centesimi ad ora,

"Sono ancora sconvolto per quello che ho visto – racconta uno dei testimoni alle pagine del quotidiano La StampaI servizi erano spesso rotti , tant'è che le persone avevano in dotazione sacchi di plastica per fare i loro bisogni. Anche le finestre erano chiuse per non consentire loro di vedere la luce". Sacchi di plastica.

Gli aguzzini erano una donna di 28 anni, .M., sposata con un imprenditore italiano di origini calabresi , e W.Q. di 26, entrambi denunciati e trattenuti dalle forze dell'Ordine con l'accusa di "riduzione in schiavitù" (reato per il quale è prevista una pena fino a 20 anni di reclusione) e "favoreggiamento della immigrazione clandestina".

La fabbrica-lager era dotata di un sistema di videosorveglianza ad hoc, artatamente installato per controllare gli operai 24 ore al giorno. Nella stanza dove si svolgeva il lavoro, l'unica della struttura,c'erano solo macchine da cucire con accanto dei materassi, eventualmente gli operai avessero avuto necessità di riposare per qualche minuto.

Ma quello che più sconvolge della vicenda è la cifra della paga "elargita" agli opeai: 30 centesimi all'ora., per un totale di 150 euro mensili. Sul luogo non stati trovati minori ma la presenza di passeggini ha lasciato intendere che, presumibilmente, in quel momento si trovassero a scuola. Tutti gli operai sono stati liberati e soottoposti a controlli sanitari.

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Commenti

venco

Ven, 22/11/2019 - 10:26

Se non sono cinesi sono di certe parti d'Italia.