"Scuole chiuse a gennaio". Cosa può accadere dopo le feste

Peggiora la situazione nelle scuole: già 10mila classi in dad. Gli esperti: "Si valuti il prolungamento delle vacanze scolastiche". C'è l'ipotesi del green pass per gli studenti

"Scuole chiuse a gennaio". Cosa può accadere dopo le feste

Le scuole potrebbero non riaprire dopo l'Epifania e magari si potrebbe concedere un ulteriore tempo di vacanze per fronteggiare un eventuale peggioramento del quadro epidemiologico determinato dalla nuova variante Omicron. È questo l'ultimo scenario che si va delineando in vista delle imminenti feste di Natale, che sospenderanno le attività scolastiche fino al 6 gennaio. Se la situazione in Italia dovesse peggiorare nei prossimi giorni, non si esclude una decisione che farebbe slittare il ritorno in classe in presenza.

Scuole chiuse a gennaio?

Il timore è che Omicron possa dilagare nel nostro Paese, condizionando negativamente le circostanze soprattutto nel mese di gennaio. Ecco perché si inizia a guardare con forte apprensione alle scuole, che potrebbero essere un luogo di contagio se si considera che il Covid-19 ora corre anche tra i giovani. Giovedì si riunirà la cabina di regia presieduta dal premier Mario Draghi: il governo valuta così una stretta per fine anno, e proprio quella potrebbe essere l'occasione per discutere di un'ipotetica estensione delle vacanze scolastiche.

In tal senso gli esperti si sono già espressi. Massimo Galli, ex direttore del reparto di Malattie infettive dell'Ospedale Sacco, non ha bocciato la possibilità di tenere chiuse le scuole dopo le feste di Natale: "Ci sarà da pensare eventualmente a una procrastinazione delle vacanze se le cose vanno male o malissimo".

Più specifico è stato Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell'università di Padova, che ha indicato in una settimana circa il supplemento di vacanze da concedere per mitigare l'aumento delle positività nelle scuole e ridurre l'impatto della quarta ondata.

Green pass per gli studenti

Negli ultimi giorni si è parlato dell'idea di estendere il green pass anche agli studenti. La richiesta avanzata da alcuni sindaci è quella di munire del certificato verde anche gli alunni di scuole elementari, medie e superiori con la possibilità di entrare in classe non per forza con la somministrazione del vaccino ma anche con un tampone negativo.

Una proposta lanciata da Matteo Ricci, primo cittadino di Pesaro e presidente dei sindaci di Ali (Autonomie locali italiane): "Se non si prende un provvedimento urgente, dopo la pausa natalizia questo sarà l'amaro dono nella calza della Befana. Avremo tutta la scuola in dad".

L'allarme dei presidi

Così torna l'incubo della didattica a distanza. Su questo fronte ha lanciato un allarme chiarissimo Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp): "Non dispongo di dati ufficiali sulle scuole, siamo rimasti a quello delle 10mila classi in dad su 400mila, ma credo che negli ultimi giorni il numero sia aumentato". Sicuramente non si è ancora toccata la quota gigante dello scorso anno, ma il quadro continua a preoccupare e ciò potrebbe indurre il governo a prendere in seria considerazione una possibile stretta per il mondo dell'istruzione.

Proprio il presidente dell'Anp di recente ha bocciato l'ipotesi del green pass esteso anche agli studenti: pur comprendendo i timori legati alla quarta ondata e all'aggravarsi della situazione epidemiologica, Giannelli ha sottolineato che l'introduzione di determinate misure potrebbero comportare una "compressione del diritto all'istruzione". Dunque la parola d'ordine resta "gradualità", ma il tempo delle decisioni sta per arrivare.

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