Il prete che "butta fuori" Famiglia Cristiana dalla sua parrocchia

Don Checco Monti ha firmato un volantino polemico sullaa copertina anti Salvini: "Questa parrocchia non accetta più di essere l'edicola di Famiglia Cristiana"

La copertina di Famiglia Cristiana contro Matteo Salvini
La copertina di Famiglia Cristiana contro Matteo Salvini

A più di qualche ecclesiastico non è piaciuta l'ultima copertina di Famiglia Cristiana. Il vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarolo, ha preso le distanze dall'associazione fatta tra Matteo Salvini e il diavolo. Lui, quella copertina, non l'avrebbe fatta così. Dato anche che "non è detto" che il ministro dell'interno "sia irrazionale", così come ha tenuto a specificare.

Forse, però, la mossa più eclatante l'ha fatta un sacerdote. "Questa parrocchia - si legge su quello che sembrerebbe essere a tutti gli effetti un volantino creato per essere diffuso - non accetta più di essere l'edicola di Famiglia Cristiana". A firmare il testo nella sua completezza è stato Don Checco Monti, parroco di una chiesa di Fermo. Il manifesto, che è stato postato sui social, prosegue spiegando come quella che sembrerebbe essere una vera a propria serrata alla distribuzione della rivista cattolica, non avrà fine sino a eventuali decisioni differenti del Consiglio pastorale. E giù una sfilza di commenti degli utenti, alcuni favorevoli altri meno, all'iniziativa di Padre Monti, per tutti Don Checco.

"Questa copertina - viene sottolineato nel testo del volantino - è imprudente, superficiale e per niente seria". E ancora: "Essa contribuisce a spaccare ulteriormente il tessuto già lacerato della Comunità Cristiana, che in questo periodo è particolarmente divisa e sofferente al suo interno. Tre parole e un'immagine - ha ribadito Don Checco - hanno il potere di una deflagrazione". Poi la precisazione interpretativa: "Il 'Vade Retro' di Cristo a Pietro significa 'vieni dietro a me', 'fatti mio discepolo'". "Non è permesso - quindi - equivocare sul senso e sull'equiparazione Salvini - Satana. Nè - ha tuonato ancora il Padre - demonizzare qualcuno".

Il compito di "alzare i toni", al limite, spetterebbe all'episcopato e non certo a una rivista, ha chiosato il sacerdote. Il post di Padre Monti ha ottenuto un discreto successo social. Non si può escludere che altri ecclesiastici procedano nella medesima direzione. Quello che sembra interessare a Don Checco, più che la querelle sull'accoglienza dei migranti, è l'unità della Chiesa. Un "valore" considerato "troppo grande" e "non negoziabile con alcun potere".

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