"Siamo in guerra, servono norme da guerra"

Il commissario straordinario per l'emergenza Covid ed il capo della protezione civile visiteranno alcuni centri vaccinali della Lombardia il prossimo mercoledì 31 marzo

"Siamo in guerra, servono norme da guerra"

In visita a Genova per l'inaugurazione del nuovo grande centro vaccinale presso la Fiera del Mare, il capo della protezione civile Fabrizio Curcio ed il generale Francesco Paolo Figliuolo, Commissario straordinario all'emergenza Covid, hanno espresso la loro soddisfazione per l'organizzazione dell'hub, parlando di un modello da replicare anche per le altre Regioni.

"Siamo in guerra", le dichiarazioni di Curcio

"Vorrei ringraziare il presidente Toti e il sindaco di Genova Bucci per aver colto lo spirito con cui ci muoviamo", dichiara Fabrizio Curcio ai giornalisti presenti, come riferito da Italpress. "Noi stiamo vivendo momenti complessi che spesso vengono riportati in modo non corretto e allora la presenza qui oggi mia e del generale Figliuolo vuole essere un messaggio chiaro: noi siamo una squadra, non andiamo in giro per l'Italia per fare classifiche, questo non ci interessa. Ci interessa il sistema Paese, che possa andare avanti, ognuno con le proprie possibilità". L'obiettivo è quello di vaccinare il numero più elevato possibile di persone, senza fermarsi ai soli numeri, che devono invece essere utilizzati per migliorare: "I numeri devono aiutarci per capire come procedere", precisa il capo della protezione civile.

"Abbiamo avuto modo di lavorare molto sulla prevenzione, perchè il suo sistema di protezione civile è una delle risorse a livello nazionale. La Liguria", prosegue Curcio, "è un territorio con un sistema di protezione civile molto sviluppato e questo si vede anche da quanto è stato attivato oggi. Qui oggi vedo che il sistema è pronto perchè ognuno sta facendo il suo pezzo e lo sta facendo come si deve". Il capo della protezione civile parla del proposito di raggiungere i 500mila vaccini al giorno a livello nazionale, dando la sua piena disponibilità a tutte le Regioni:"Come protezione civile nazionale ci mettiamo a disposizione per supportare i territori".

"Noi siamo in guerra", dichiara Curcio, parlando della necessità di misure eccezionali: "Servono norme da guerra e mi pare che qui lo si stia facendo, a cominciare dall'impiego delle farmacie che vedrà in Liguria uno dei punti di prima attivazione, così come la norma che sblocca l'operatività degli infermieri e tante altre cose fatte e recepite per favorire sia la parte tecnica che politica. Fateci vedere cosa sapete fare", chiede il capo della protezione civile in conclusione, "così che noi possiamo trasferirlo a livello nazionale come best practice da mettere in atto tutti insieme".

Le parole di Figliuolo

"Le regioni hanno i loro modelli, a me interessa che raggiungano i numeri", aggiunge il generale Figliuolo. "E per raggiungere i numeri, io sono disposto a qualsiasi cosa rientri nella legalità". Bene in tal senso l'avvio delle vaccinazioni in farmacia per quanto riguarda la Liguria: "È veramente una buona pratica e ne abbiamo anche altre".

Il Commissario straordinario per l'emergenza Covid ha inoltre anticipato l'arrivo di 3 milioni di dosi di siero. "Il piano vaccinale non deve cambiare ogni due settimane: le Regioni hanno la programmazione bimensile delle aziende più grandi. Di Pfizer e AstraZeneca sanno già cosa arriva fino a fine aprile", puntualizza Figliuolo. "Di Pfizer sanno addirittura le date, ci porteranno a un totale da inizio campagna di 14 milioni e 170.000 dosi, rispetto allo stimato iniziale di 15,6 milioni, ma che è di più rispetto ai cali che inizialmente avevano paventato le aziende. E di questo ritengo si debba dare atto all’intervento del nostro primo ministro".

Le difficoltà a rispettare il calendario ci sono, afferma il generale, dato che "le aziende produttrici, che si stanno allineando, non lavorando con scorte ma mettono sul mercato tutto ciò che producono. Hanno difficoltà oggettive a dare un calendario che abbia un orizzonte superiore alle due settimane. Anche perché una volta infialati i vaccini hanno più di 180 controlli e se uno non va a buon fine, tutto il lotto viene fermato. Nelle ultime settimane", dice in conclusione Figliuolo, "non abbiamo avuto alcun ritardo di questo tipo".

Sia il generale che il capo della protezione civile sono attesi a Milano per la giornata del prossimo mercoledì 31 marzo, su invito del governatore Attilio Fontana e dell'assessore al Welfare Letizia Moratti: saranno visitati alcuni dei principali centri vaccinali della Lombardia.

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