"Spara al prefetto e al sindaco": le minacce choc su Facebook

La minaccia è partita nel corso di una conversazione avvenuta all'interno di un gruppo Facebook. Le lamentele sono sorte in merito alle scarse condizioni igienico sanitarie del centro storico in cui è stato riaperto un mercato. Poi, l'arrivo delle pesanti parole

Facebook utilizzato come mezzo per indirizzare minacce di morte. È quanto accaduto a Catania, dove la polizia postale ha avviato delle indagini su un post pubblicato e che ha come destinatari il sindaco e il prefetto della città. Queste le parole che si leggono nel post: “Spara al prefetto, al sindaco mitraglia gli operatori” con riferimento esplicito ai mercati del Capoluogo etneo. Tutto sarebbe infatti nato nel corso di una conversazione avvenuta all’interno di un gruppo Facebook. Uno dei classici spazi creati per poche persone che seguono e condividono un interesse comune nei confronti di un particolare problema, un’attività, un passatempo e così via.

In questo caso, la conversazione fra pochi, era incentrata sulla lamentela relativa alle carenze igienico sanitarie di Corso Sicilia. Una problema di cui l’autore della minaccia ha parlato abbondantemente con l’amministratore del gruppo Pietro Ivan Maravigna. Quest’ultimo, nel suo curriculum annovera il ruolo di vice questore della polizia, qualche anno fa e, attualmente, quello di avvocato. In realtà non è la prima volta che sulla zona della città vengono sollevate polemiche circa il suo stato, lasciato all’abbandono e all’incuria nonostante gli appelli. Il centro storico di Catania, da anni vive una situazione che rasenta i caratteri dell’emergenza. Lo stesso Maravigna, ogni anno, non si è mai sottratto dal segnalare lo stato di degrado dell’area interessata. Adesso però la situazione è peggiorata. Da quando infatti è stata consentita l’apertura dello storico mercato della “Fera o Luni” gli stati d’animo si sono surriscaldati per il degenerare della situazione.

Come accade il più delle volte, prima di passare alle richieste agli organi preposti, circa i provvedimenti che si vogliono fare adottare è nato un confronto all’interno del gruppo. Una lamentela, una parola detta in un modo e poi in un altro, fino ad arrivare alle minacce rivolte al sindaco Salvo Pogliese e al prefetto Claudio Sammartino. È arrivata quindi l’esortazione a sparare ai due rappresentanti le autorità locali. Un commento freddo che non poteva non suscitare indignazione con la conseguente denuncia alla polizia postale che ha avviato le indagini.

La relativa relazione sarà consegnata alla locale procura. A seguito di quanto accaduto, sono arrivate le parole di vicinanza e di solidarietà al sindaco e al prefetto, ma anche agli operatori commerciali, da parte del presidente del consiglio comunale, dei due vicepresidenti e dei capigruppo consiliari. Nella loro nota il rammarico per “le inaccettabili parole di istigazione alla violenza utilizzate su Facebook”.

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