"Stuprato nel carcere di Udine": scatta l'indagine della procura

La violenza sarebbe avvenuta ai danni di un giovane con problemi psichici. Le indagini sono aperte e proseguono con il massimo riserbo per tutelare la vittima. Il sindacato di polizia penitenziaria denuncia i problemi delle carceri italiane

La magistratura ha aperto un fascicolo con l'accusa di violenza sessuale per un presunto caso di stupro ai danni di un giovane detenuto con problemi psichici avvenuto nel carcere di Udine ad opera di altri reclusi nello stesso penitenziario. La denuncia è avvenuta nei giorni scorsi alla Procura del capoluogo friulano.

La vicenda, riportata da IlGazzettino.it, risalirebbe a qualche tempo fa e sarebbe stata denunciata recentemente alla magistratura dalla stessa vittima. Il procuratore capo di Udine, Antonio De Nicolo, non ha nascosto la sua irritazione per la diffusione della notizia. "Sarebbe stato preferibile lasciar lavorare in tranqullità gli inquirenti ma faremo il nostro dovere", ha affermato il procuratore perchè l’inchiesta è in pieno svolgimento e procede "con cautela e attenzione".

Tutelare la vittima

Il caso è stato riportato sul profilo Twitter e sul sito internet personali di Emilio Enzo Quintieri, già Consigliere Nazionale Radicali Italiani, che ha riferito di aver segnalato l'accaduto alle autorità garanti dei diritti dei detenuti. Lo stupro, scrive Quintieri, sarebbe avvenuto ai danni di "un giovane detenuto, alla sua prima esperienza detentiva, affetto da problemi psichici". La violenza si sarebbe verificata all’interno di una "camera di pernottamento" del penitenziario di via Spalato.

Inquirenti ed investigatori non confermano sui dettagli della vicenda che è in fase di accertamento: c'è il massimo riserbo su quanto avvenuto anche e soprattutto per tutelare la stessa vittima.

Solo l'1% denuncia le violenze

Del caso si è occupato anche il sindacato di polizia penitenziaria in una nota firmata dal segretario generale Aldo Di Giacomo che vuole richiamare l'attenzione sulle emergenze che riguardano "l'intero sistema penitenziario del Paese. Il caso dello stupro nel carcere di Udine di un detenuto con problemi mentali ad opera di altri detenuti, - si legge nella nota di Di Giacomo - dovrebbe riaccendere l’attenzione su un problema che abbiamo sollevato da troppo tempo: solo l’1% delle violenze sessuali in cella viene denunciato, con i più deboli costretti a pagare l’assenza di misure di tutela personale".

Emergenza Hiv

La situazione delle carceri italani non è per nulla buona: il sindacato ha sottolineato che "nel caso di Udine ritroviamo tre emergenze che riguardano l’intero sistema penitenziario del Paese: l’emergenza psichiatrica con circa 1.200 detenuti negli ospedali psichiatrici giudiziari ma almeno un altro migliaio nelle celle in istituti normali; l’emergenza suicidi in carcere come conseguenza, spesso, di uno stupro subito; l’emergenza diffusione di malattie infettive come l’Hiv che ha raggiunto livelli allarmanti con circa 5mila detenuti positivi e con altri 6.500 portatori attivi del virus dell’epatite B".

Di Giacomo ha sottolineato come il sindacato abbia ottenuto l’apertura di un “tavolo di sanità penitenziaria” al ministero della Salute con funzionari ed esperti ad affrontare i rischi che si ripercuotono anche sul personale. "È evidente che se fuori dal carcere stenta ad affermarsi la denuncia di violenze sessuali – si legge nel comunicato - nel carcere questa tendenza è ancora più negativa per una serie di motivazioni che gli esperti hanno più volte indicato: dalla vergogna e paura di chi ha subito la violenza all’assenza di garanzie di tutela per il denunciante".