"Ti vergogni dei tuoi figli disabili?". Bufera per il questionario choc

A Nettuno, in provincia di Roma, il comune ha disposto un questionario per le famiglie con una persona disabile che chiedono un bonus spese. Le domande però hanno destato rabbia e indignazione

"Ti vergogni dei tuoi figli disabili?". Bufera per il questionario choc

"Quanto risentimento provi nei confronti del tuo familiare disabile?". "Quanto ti vergogni di lui?". "Ti senti a disagio quando hai degli ospiti a casa?". Queste sono solo alcune delle domande che sono state sottoposte ai cittadini di Nettuno, in provincia di Roma, che hanno a loro carico un familiare disabile. La Regione Lazio ha disposto un fondo per dare loro una mano, a fronte di forti spese, ma prima di versare il denaro alle famiglie, queste devono rispondere a un questionario il cui tatto è assente.

La lunga burocrazia e la rabbia dei caregiver

I fondi messi a disposizione servono a pagare trasporti in ambulanza da casa a centri specializzati, medicine, attrezzature specifiche e molto costose. Già da diverso tempo la lista d'attesa si era fatta sempre più lunga ma anche sempre più lenta. I rallentamenti dovuti a un passaggio di competenze e di conseguenza una pila interminabile di carte burocratiche. Nonostante ciò, armati di pazienza e buona volontà, genitori e familiari che fanno da caregiver a persone con disabilità gravissime, hanno atteso il tempo necessario. Non pensavano di certo che dopo tanta attesa dovessero rispondere a domande choc.

Come sostiene Repubblica il dirigente dell’area servizi sociali del Comune di Nettuno ha inviato una nota alle famiglie con la quale si spingeva loro ad aggiornare la documentazione utile per accedere al bonus. Tra le tante cose è stato chiesto di inviare l’Isee socio-sanitario in corso di validità, la scheda care-giver prevista dalla Regione e poi il famoso questionario finito al centro della bufera.

"Quelle domande illegittime"

L'"insensibilità" delle domande sarebbe dovuta alla misurazione dello "stress percepito dal care-giver". Ma la cosa più stressante crediamo sia stata, prima di tutto, dover rispondere a interrogativi come "mi sento in imbarazzo per il comportamento del mio familiare?" o "quanto è cambiata la vita con il partner?".

I cittadini hanno ritenuto il test "una violenza" perché con una crocetta non si può davvero esprimere in modo chiaro cosa ci possa essere dietro una problematica così grave.

La questione ha interessato in maniera generale l'intera comunità."Comprendiamo e condividiamo lo sdegno per il questionario presentato dal Comune di Nettuno, ma ricordiamo che oltre un mese fa, insieme ad alcune associazioni, abbiamo denunciato lo stesso scempio compiuto da Roma Capitale". È quanto dichiara il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Chiara Colosimo."Infatti l'amministrazione capitolina ha presentato la stessa scheda, probabilmente a seguito della richiesta di informazioni delle linee guida regionali per il riconoscimento del caregiver famigliare, in cui tra le cose si cerca di capire quanto siano stressati i caregiver e non come sostenerli - e prosegue prendendo le parti delle famiglie - Le domande che non solo a nostro avviso sono illegittime non si capisce a cosa servano, ma offendono la dignità delle persone che fanno la cosa più bella del mondo, cioè si prendono cura dei propri cari, praticamente sempre supplendo alla mancanza delle istituzioni".

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