Trento, l'impunità degli squadristi rossi

Un anno fa, alcuni facinorosi proibivano a Fausto Biloslavo di parlare in università. Nulla è cambiato

Violenza, intolleranza, insulti, cagnara in nome della negazione della libertà di parola, ma un anno dopo l’ateneo di Trento non è stato in grado neppure di tirare le orecchie a un solo studente, che la prima volta ha impedito e la seconda reso paradossale, in un clima di prevaricazione inaccettabile, una mia conferenza sulla Libia alla facoltà di Sociologia.

L’università dell’“impunità” ha spiegato che “per gli eventi che ci hanno coinvolto un anno fa, l'ateneo non ha avuto bisogno di prendere provvedimenti. Visionati i filmati e raccolte le testimonianze di Rettore, Direttore Generale e Prof. Sciortino, è risultato che gli atti deprecabili non erano stati commessi da nostri studenti, ma da personaggi in parte già conosciuti dalla polizia”.

Peccato che non sia così, come ha confermato la corposa informativa della Digos inviata in procura, ma rimasta lettera morta. E gli stessi filmati in possesso del Giornale che pubblichiamo sul sito. Altri studenti, contrari al colpo di spugna, hanno facilmente riconosciuto diversi “colleghi” fra gli squadristi rossi che hanno reso paradossale la conferenza, dopo avermi impedito una prima volta di parlare, con un picchetto, qualche settimana prima.

Il rettore, Paolo Collini, spiega che l’università aveva depositato una denuncia, ma la Digos non ha mai fornito l’elenco delle persone identificate. Alla fine deve ammettere “che non ci siamo prodigati quanto si poteva, non siamo stati abbastanza efficaci. Potrebbe essere stato giusto sospenderli, ma dopo pochi mesi siamo entrati nel lockdown e non li abbiamo individuati”.

Il 30 ottobre del 2019 gli squadristi rossi hanno inscenato un caos allucinante e violento, dentro la facoltà di Sociologia, battendo sulle porte per ore e rompendone una. Non solo: i facinorosi hanno cercato di entrare per non farmi parlare con la sicurezza all’università che faceva barriera fisica e tirato un ombrello che ha sfiorato la testa del rettore. Tutto documentato da filmati, che pubblichiamo sul sito del Giornale e che la Digos ha in quantità industriale.

Su circa 40 facinorosi giunti anche dai circoli anarchici e centri sociali esterni c’erano 10-15 studenti, alcuni fuori corso, compresi 4 o 5 di sociologia. Il Giornale ne ha facilmente individuato con nome e cognome di 8, compreso un membro del Collettivo Universitario Refresh, laureato a Trento, che ha spintonato il rettore. Lo scorso anno erano quasi tutti regolarmente iscritti e avevano pure postato le loro foto su Facebook, ma l’università dell’“impunità” non ha fatto nulla. La presenza di studenti mi era stata confermata dallo stesso Giuseppe Scortino, docente storico del dipartimento di sociologia, che ne aveva subito individuati alcuni. L’addetta stampa dell’università ha riconosciuto una studentessa particolarmente esagitata. Adesso Sciortino getta acqua sul fuoco confermando “che gli studenti, almeno quelli di sociologia, erano un'infima minoranza” e “che mi riferivo al gruppo fuori dal palazzo e nell’atrio (…), che fischiavano e facevano caciara verbalmente”. Nessuno “tra i violenti”, da punire con un minimo di provvedimento disciplinare, anche se i filmati dimostrano il contrario. Il rettore, oggi alla fine del suo mandato, dichiara al Giornale che “non mi sarebbe dispiaciuto sospenderli”, ma non è andata così. Una settimana dopo gli sconcertanti fatti si era riunito il Senato accademico condannando “le azioni aggressive e violente che si sono registrate, in molteplici forme, in occasione della conferenza” e invitando gli studenti “alla massima vigilanza contro qualunque prepotenza volta a negare la libertà di parola”.

La beffa è che non sia stata spesa neppure una parola per invitare l’università a prendere provvedimenti contro gli studenti del manipolo di squadristi rossi, che volevano tapparmi la bocca garantendone, di fatto, l’impunità. Non tutti, però, erano d’accordo come aveva scritto un docente: “Mi sarei aspettato un capoverso sulle misure concrete che l’ateneo intende adottare per perseguire i responsabili delle violenze e dei danneggiamenti, e su quelle per evitarne il ripetersi. Altrimenti non ci si può, poi, lamentare delle "strumentalizzazioni".

Negli stessi giorni il collettivo responsabile della violenta gazzarra e del picchetto che aveva impedito il primo appuntamento per la conferenza organizzata, tra l’altro, da un gruppo studentesco di centro sinistra, aveva nuovamente piazzato uno striscione all’entrata di Sociologia per annunciare un incontro non autorizzato nel dipartimento sul tema “fuori i fascisti dall’università”.

Ovviamente dopo la “vittoria” che mi ha di fatto impedito di parlare serenamente della Libia. Nessuno ha mai chiesto di sbattere in galera gli studenti facinorosi, ma neanche di insabbiare l’informativa della Digos sugli squadristi rossi esterni, vecchie conoscenze dell’estremismo di sinistra trentino. Per gli universitari bastava anche solo una tirata d’orecchi con il provvedimento disciplinare più blando, ma che avrebbe evitato di macchiare un grande ateneo con il marchio dell’"impunità" per gli studenti violenti che negano la libertà di parola.

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Commenti

frabelli1

Ven, 30/10/2020 - 15:10

Le università statali, ma guarda un po’, sono covi di facinorosi che per loro lo studio è un di più, ma sono lì a creare sempre disordini ed organizzare manifestazioni contro a suon di droghe ed impedimenti di parlare a chi non la pensa come loro. La democrazia per loro non esiste, esiste la dittatura-rossa-studentesca. La loro

27Adriano

Ven, 30/10/2020 - 15:18

In Italia, da quando ci sono i komunisti al governo, è vietato pensare diversamente al pensiero del regime, dire qualsiasi cosa kontro il regime demokratiko, a maggior ragione criticare le malefatte e i soprusi del regime siano essi commessi dai politici a dalla magistratura demokratika alleata al regime...Poi la costituzione direbbe che l'italia è una repubblica(???) democratica ..o demokratika??

Indifferente

Ven, 30/10/2020 - 15:34

Governo di sx, magistratura di sx, informazoen di sx, (dis-)istruzione di sx.. e volete che vengano puniti?? Esattamente 100 anni fa, al fascismo rosso si oppose il fascismo nero, nato come reazioe ai vili atti compiuti dai primi. Entrambi figli della piaga detta socialismo.

maurizio-macold

Ven, 30/10/2020 - 15:54

@ 27Adriano (15:18). Il fatto stesso che venga pubblicato un suo post (zeppo di idiozie) e' la palese dimostrazione che siamo in una repubblica democratica. Con l'occasione la invito a studiare le basi della nostra bellissima lingua, nel quale alfabeto la lettera "k" di cui fa' grande abuso NON esiste.

Ritratto di Furio64Lostile

Furio64Lostile

Ven, 30/10/2020 - 15:56

@Indifferente ore 15:34 di Ven. 30/10/2020. Non poteva dire meglio! Complimenti.

27Adriano

Ven, 30/10/2020 - 17:04

Egregio Maurizio-Macold, se Lei legge i manifesti dei suoi amici (intendo i sinistri) vedrà che sono zeppi di "K".. Le ricordo che coloro sono anche al governo... Quindi, egregio Compagno (o Kompagno) le idee diverse dalle sue (le mie) sicuramente saranno idiozie. Cordialità.

Tergestinus.

Ven, 30/10/2020 - 18:02

maurizio-macold: che faccia tosta invitare gli altri a ristudiare la lingua italiana e poi scrivere "fa" indicativo terza persona singolare con l'apostrofo, come fosse un imperativo (o forse l'apostrofo sta per l'accento, e allora è ancora peggio, visto che in italiano una forma "fà" non esiste proprio)! Il bue dà (questo sì con l'accento) del cornuto all'asino! - Venendo al contenuto dell'intervento di "27Adriano", che Lei definisce zeppo di idiozie, è invece assolutamente veritiero: la sinistra ha in mano tutto, ed è talmente sicura di detenere per sempre ogni nodo del potere, che si permette pure il lusso di concedere magnanimamente ai suoi sudditi il diritto al libero mugugno. Che però deve restare mugugno. Ha presente la "clemenza di Cesare"?

paci.augusto

Ven, 30/10/2020 - 18:10

Elementare Whatson!!! I comunisti DA SEMPRE non sanno neppure il significato di ' libertà di parola ' ( sic????!!!!)!! Specialmente quando viene criticata la falce e martello!!!!

sullarivadelfiume

Ven, 30/10/2020 - 19:28

27Adriano, i comunisti, e in tutto il mondo i liberal, sono al governo dello Stato e di qualunque istituzione se vincono le elezioni, e ci vengono messi se le perdono.

Giorgio Colomba

Sab, 31/10/2020 - 10:46

L'inscalfibile, sovratemporale immunità dei 'rossi' - e certo non solo a Trento - ha un nome e cognome: il nome è "magistratura", il cognome "democratica", ossia la storica corrente di sinistra dell'ineffabile partito delle toghe, fondata nella turrita e rossa Bologna nel '64, che da allora fa e (soprattutto) disfa la storia di questo Paese nel solco di quanto teorizzato durante il congresso ANM a Trieste del 1970, ovvero che “il significato concreto delle leggi dipende in primo luogo dalla scelta di valore fatta dall’interprete”. Più chiaro di così.

Algenor

Sab, 31/10/2020 - 10:47

Gli squadristi di sinistra non vengono perseguiti perché la magistratura é prevalentemente di sinistra, non vengono condannati mediaticamente perché l'informazione é prevalentemente di sinistra e non vengono espulsi dalle scuole e dalle università perché anche l'istruzione é prevalentemente di sinistra. L'Italia é un regime semi-totalitario di sinistra e servirebbero decenni di destra al governo per desinistrizzare questa nazione.