Tutti prosciolti i No Tav che nel 2012 bloccarono l'autostrada

È arrivata l'assoluzione per i 16 No Tav che nel 2012 bloccarono la Torino-Bardonecchia. Il Siulp lancia l'allarme: "Dopo questa sentenza aspettiamoci altri blocchi stradali"

Tutti prosciolti i No Tav che nel 2012 bloccarono l'autostrada

Il nodo Tav infiamma e divide. Le due anime del governo gialloverde sono spaccate tanto quanto le piazze. Soprattutto a Torino. Quella a favore dell’alta velocità si è fatta sentire il mese scorso in piazza Castello. Era la piazza educata delle “madamin” e delle imprese. Quella No Tav invece si prepara a manifestare l’8 dicembre con uno stuolo di centri sociali a fare da corredo e il rischio che possa degenerare (come capitato in passato) in disordini. E proprio a pochi giorni dalla marcia arriva la sentenza di assoluzione per sedici No Tav. Erano accusati di interruzione di pubblico servizio per aver bloccato, nel 2012, la Torino-Bardonecchia sotto il vessillo del treno crociato. Il fatto, secondo il tribunale che li ha prosciolti in massa dalle accuse, “non costituisce reato” e gli incartamenti processuali sono stati trasmessi alla Prefettura di Torino affinché valuti se c’è da imboccare la via amministrativa o meno. Insomma, mal che vada, alla combriccola No Tav toccherà pagare una multa. Sempre che, nel frattempo, non intervenga una provvidenziale prescrizione. E per tre imputati è caduta anche l’ipotesi di danneggiamento.

“Siamo curiosi di leggere le motivazioni della sentenza, perché non immaginiamo come possa non costituire reato bloccare con barricate improvvisate un tratto alpino di autostrada, per altro con danni economici tremendi per la stagione sciistica dell’Alta Val Susa”. È il commento di Maurizio Marrone, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia e animatore della manifestazione Sì Tav dello scorso novembre. “Da questa pronuncia della magistratura - prosegue - le frange antagoniste del movimento sentiranno rafforzata la propria impunità e questo è un dato che alla vigilia della manifestazione dell’8 dicembre non può che destare preoccupazione”. È sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario generale del Siulp Polizia di Torino, Eugenio Bravo. “Dopo questa sentenza - spiega - aspettiamoci altri blocchi stradali perché il messaggio che è stato dato è che manifestare bloccando la circolazione non è considerato reato”. E denuncia: “Si continua con la politica della tolleranza che sicuramente non aiuta a formare ed educare queste persone alla convivenza civile”. Anche Bravo si sofferma sul tempismo del verdetto della magistratura: “È un momento in cui sulla questione Tav si sono riaccesi i riflettori e l’asticella della tensione è alta perché il movimento No Tav sta vivendo una sorta di rinascita”. Anche se, puntualizza, “la lotta contro la Torino-Lione non si è mai sopita del tutto ma anzi ogni occasione è buona per farsi sentire in modo anche violento”.

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