"Il vaccino non ci salverà". La profezia della Capua sulla pandemia

La virologa ha ricordato di usare la mascherina, igienizzare le mani e mantenere il distanziamento

"Il vaccino non ci salverà". La profezia della Capua sulla pandemia

La virologa Ilaria Capua, direttore dell'One Health Center of Excellence dell'Università della Florida, è intervenuta nella trasmissione “Domenica In” di Raiuno e ha parlato della situazione legata alla pandemia, regalando a tutti, Mara Venier compresa, una bella doccia fredda.

Capua: "Vaccino non sarà la soluzione"

Secondo la professoressa infatti “il vaccino non sarà la soluzione, bisogna toglierselo dalla testa”, ed è una falsa speranza quella di poter sconfiggere il virus grazie al vaccino. Anche perché, come ha spiegato la Capua “non ce ne sarà per tutti, dovrà essere usato in maniera strategica, proteggendo le persone più a rischio ma anche quelle più esposte come gli operatori sanitari e quelli dei trasporti. Pensate a cosa succederebbe se si bloccassero ulteriormente i mezzi pubblici. Secondo me arriveranno diversi vaccini che potranno essere usati per diverse fasce della popolazione, ma mi dispiace dire che i tempi non saranno brevi”. Abbandoniamo quindi l’idea che entro la prossima primavera il vaccino sarà disponibile per tutti, la speranza della virologa è che si possa avere dal prossimo inverno, e si parla di quello del 2021. Tra più di un anno quindi.

Nel frattempo, la Capua ha ricordato ai telespettatori di seguire religiosamente le tre regole fondamentali: uso della mascherina, pulizia delle mani e distanziamento. La prima perché sul viso protegge i recettori dai quali il virus può farsi strada nel nostro corpo. La seconda perché le mani toccano tutte le superfici, e il distanziamento perché “il virus non ha le ali, la sana distanza salva perché la stragrande maggioranza della carica virale non è in grado di fare metri e metri. Queste tre cose insieme funzionano bene” ha tenuto a precisare la professoressa dalla Florida. La Venier ha parlato del problema dei trasporti pubblici, zeppi all’inverosimile, chiedendo cosa sia possibile fare. Una soluzione vera e propria però non è stata data, la professoressa si è limitata a dire che tutte le tre misure elencate aiutano ad abbattere il rischio di contagio. Dobbiamo quindi reagire, stringere i denti e andare avanti.

Il virus è lo stesso della scorsa primavera

Si è poi arrivati a una domanda che da mesi tutti si pongono, ovvero se il virus sia lo stesso della scorsa primavera. Qui di dubbi la Capua non sembra averne, visto che sicura ha risposto: "Il virus è lo stesso, non si è indebolito ma nemmeno incattivito, quindi la popolazione virale è abbastanza stabile dal punto di vista genetico. Abbiamo 9 mesi di esperienza alle spalle per la gestione dei pazienti e poi dei comportamenti da tenere". Niente vaccino quindi, almeno per i prossimi mesi. L'esperta ha spiegato che nessuno era pronto a quello che è successo, neanche la comunità scientifica, che ha fallito completamente, sottovalutando il rischio e senza un piano pandemico.

Infine è arrivata la conferma che questo inverno non avremo il vaccino, si spera che saremo pronti per il prossimo, quello del 2021. E subito ha spiegato il motivo delle sue parole: “Gli ingredienti non li conoscevamo, non sappiamo quanto siano immunogeni questi virus. L'esperienza da cui si trae tutto è in campo veterinario perché gli animali il coronavirus ce l'hanno eccome.

Non aver pensato di essere fatti di carne e ossa e cadere sotto una piccola pallina di gelatina che sostanzialmente vuole solo esistere moltiplicando e infettando ogni essere vivente è stato l'errore più grande" ha ammesso riferendosi ai visoni d’allevamento che hanno contratto il virus. Ha infine concluso invitando le persone ad ascoltare gli esperti e ricordando gli insulti che gli scienziati si erano presi ai tempi dell’aviaria.

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