Varese, studentesse musulmane disertano il minuto di silenzio

È successo, secondo quanto racconto la Prealpina, il 16 novembre all'istituto tecnico commerciale Daverio di Varese

Varese, studentesse musulmane disertano il minuto di silenzio

Sei studentesse marocchine hanno deciso di non partecipare al minuto di silenzio deciso dal ministero dell'Istruzione in tutte le scuole italiane per commemorare le vittime degli attentati terroristici di Parigi. Si sono allontanate dall'aula. È successo, secondo quanto racconto la Prealpina, il 16 novembre all'istituto tecnico commerciale Daverio di Varese. Adesso è stato presentato un esposto alla polizia locale, alla Digos e ai carabinieri al fine di accertare le reali motivazioni del gesto. In aula, un altro studente islamico ha invece preso parte al minuto di silenzio e ha onorato le vittime delle stragi.

"Siamo uscite dall’aula perché non abbiamo capito come mai si deve esprimere solidarietà solo alle vittime di Parigi e non a quelli che muoiono in tutti gli attentati in altre parti del mondo". Cosi, secondo quanto riferisce la preside Nicoletta Pizzato, avrebbero motivato il loro gesto le studentesse che sono uscite dall’aula al minuto di silenzio lunedì scorso. "Subito dopo comunque quando sono rientrate - ha aggiunto la dirigente scolastica - in quella classe c’è stato un lungo approfondimento. La preside dell’istituto tecnico Daverio di Varese non ha voluto confermare le nazionalità di origine delle studentesse. Sembra che si sia trattato di 6 ragazze di religione islamica o comunque non cattoliche. "Sono minorenni quindi è mio dovere proteggerle - ha detto Nicoletta Pizzato - Il loro gesto è stato una richiesta di aiuto a capire quale sia la discriminante nelle commemorazioni dei morti e il nostro compito è quello di educare e formare e raccogliere gli interrogativi posti dagli alunni". Quando sono rientrate in classe, secondo quanto riferisce la preside, i docenti hanno cercato di spiegare che quanto accaduto in Francia ha scatenato un coinvolgimento maggiore anche perché è stato vissuto quasi in diretta, grazie a Internet e alla televisione.

"Diverso è stato per l’aereo russo precipitato - ha aggiunto la preside riferendosi anche ai dubbi iniziali sulle vere cause del disastro - Allo stesso modo in alcune parti del mondo non è così facile documentare subito e chiaramente quanto accade". L’Istituto è frequentato da circa mille e trecento studenti, di cui il dieci per cento circa sono stranieri. "In questa scuola non ci sono mai stati episodi di razzismo, anzi sappiamo di essere un’isola felice quanto a integrazione - prosegue la preside - dopo questo episodio non ho ricevuto alcuna telefonata da parte di genitori o lamentela. Ci sono studenti che sono rimasti svegli la notte degli attentati. Nonostante siano molto giovani si interrogano sui
perchè e chiedono alla scuola di dare risposte".

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