Varianti, tamponi e isolamento: quali regole per i vaccinati?

La variante Delta si continua a diffondere. Nei vaccinati, però, si sviluppa una malattia asintomatica. Cosa fare con loro? Le proposte dei virologi

Varianti, tamponi e isolamento: quali regole per i vaccinati?

La variante Delta continua a diffondersi: ad essere a rischio contagio sono anche i vaccinati con la doppia dose ma, come ben sappiamo, si sviluppa una malattia asintomatica o molto leggera che si risolve in pochi giorni.

La situazione attuale

Mentre le altre varianti erano quasi completamente coperte dagli attuali vaccini, la stessa cosa non vale per Delta: il rischio di infettarsi è più alto perché più aggressiva e contagiosa. "Tuttavia il virus si replica meno proprio perché c’è il vaccino, infatti le persone che si sono vaccinate o non sviluppano sintomi o fanno una forma lievissima di malattia, proprio perché hanno una bassa carica virale e quindi, nella stragrande maggioranza dei casi, sono anche non contagiose", spiega l’immunologa Antonella Viola. Bisogna comunque tener conto di quanto sta accadendo in Inghilterra, in Italia ed in tanti altri Paesi: se negli Stati Uniti i Cdc (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) hanno affermato che le persone vaccinate non sarebbero state testate, non sarebbero andate in quarantena e avrebbero potuto non usare la mascherina, in Europa la situazione è diversa ed ogni Paese va in autonomia (vedi Inghilterra con Freedom day). "In Italia c’è ancora l’obbligo di quarantena, che però non è possibile pensare di mantenere nel tempo", dice l'immunologa. Quindi, per il momento, i positivi si dovranno isolare per evitare di contagiare anche altri vaccinati ma, soprattutto, evitare di diventare un pericolo per i tanti non vaccinati.

La specialista ha le idee chiare su quella che dovrebbe essere la strada da seguire in Italia. "Dobbiamo dare un segnale chiaro a chi ha fatto le due dosi: sarei per togliere la quarantena, tuttavia dobbiamo dire alle persone vaccinate che la situazione è cambiata. Con la variante Delta è bene che, quando si trovano con persone non vaccinate, usino mascherina e distanziamento perché potrebbe esserci un rischio, seppure bassissimo, di contagiarle e farle ammalare", sottolinea la specialista.

I positivi con vaccino

La copertura più completa viene data due settimane dopo dalla seconda dose (fine ciclo vaccinale) ma alcuni dati da Israele ci dicono che anche la prima dose aiuta contro il virus facendo abbassare la carica virale: nei vaccinati positivi è stata misurata una riduzione fino a 4 volte (per le infezioni che si sono verificate 12-28 giorni dopo la prima dose). "Le cariche virali ridotte suggeriscono una minore infettività, però per prudenza, quando diciamo che non è necessario fare la quarantena, ci riferiamo a soggetti completamente vaccinati" , specifica l’immunologa al Corriere della Sera. Se è vero che ci si può infettare, come detto, un vaccinato positivo ha minime, bassissime possibilità di contagiare: Anthony Fauci, il consulente medico della Casa Bianca, ha dichiarato essere "un’ipotesi ragionevole" che le persone completamente vaccinate positive abbiano "molto meno" virus nelle vie aeree rispetto alle persone non vaccinate con infezioni asintomatiche. "Questo significa che la carica virale è bassa e hanno una possibilità inferiore di contagiare gli altri".

Restrizioni e Green pass

Un po' come avviene da oggi in Inghilterra, ma in Italia non per tutti, il professor Matteo Bassetti indica quale sarebbe la strada da seguire. "Basta parlare all'infinito di restrizioni - afferma alla Nazione il Direttore dell'Infettivologia del Policlinico San Martino di Genova - invece di terrorizzare la gente pensando a un ritorno delle zone gialle in conseguenza dell'aumento dei contagi, togliamo piuttosto le ultime limitazioni a chi ha il Green pass. Diamo ai vaccinati, ai guariti e a chi ha un tampone negativo la possibilità di partecipare ai grandi eventi all'aperto, archiviando così i limiti di capienza; di togliere del tutto la mascherina, salvo in alcune circostanze come nei trasporti pubblici affollati; di andare in discoteca e, in prospettiva per l'autunno, di accedere ai ristoranti al chiuso".

Quando si torna alla "normalità"

La strada verso una normalità pre Covid, in ogni caso, è in salita: sarà ancora necessario molto tempo. Secondo Bassetti, questo accadrà soltanto quando avremo il 100% degli italiani Over 12 vaccinati o almeno i 2/3 di loro. La situazione attuale vede, invece, soltanto il 60% degli italiani con almeno la prima dose, troppo poco per cantare vittoria. Proprio per questo, i vaccinati dovrebbero essere "premiati" abolendo tutte le restrizioni come avviene in Inghilterra. "Il via alle restrizioni per i detentori del Green pass in questa fase è funzionale soprattutto, da un lato, a rilanciare una campagna d'immunizzazione che è ferma, facciamo solo seconde dosi ormai, dall'altro, a riportare alle capienze abituali cinema, teatri e stadi". Come affermato dalla collega Viola, anche Bassetti vorrebbe eliminare la quarantena per i vaccinati. "È un'assurdita, gli statunitensi almeno da quattro mesi hanno abolito l'isolamento per chi è protetto dal virus". Infine, uno sguardo al mondo della scuola, non ancora del tutto protetto: per l'infettivologo genovese, i docenti andrebbero obbligati al vaccino come avviene per tutti i camici bianchi. "Se non ora quando - conclude- bisogna prevedere adesso una legge che prescriva il dovere d'immunizzarsi in capo agli insegnanti".

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